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Comincia già questo mese la maratona dei pride. Il primo appuntamento è dal 17 al 27 maggio a Salerno per il Campania Pride, iniziativa regionale organizzata dal coordinamento Campania Rainbow che raccoglie un nutrito cartello di associazioni glbt. Si parte in occasione della giornata mondiale per la lotta all’omofobia e il culmine sarà l’immancabile parata prevista per il 26 maggio. Nei giorni precedenti l’area del parco urbano ex Salid si trasformerà in un village che ospiterà eventi, convegni e workshop. Con invitati illustri come Gianni Vattimo, Platinette, Massimo Andrei e Ivan Scalfarotto.
Proseguendo in ordine cronologico, passiamo all’attesissimo pride nazionale che sfilerà per le strade di Bologna il 9 giugno. Si celebra quest’anno il trentennale della conquista del Cassero, che rappresentò un punto di svolta nella battaglia per i diritti delle persone glbt nel nostro paese. Nello stesso anno fu approvata dal parlamento la legge 164, che consentiva il cambiamento di sesso alle persone transessuali, e proprio questo anniversario ha fornito lo spunto per l’iniziativa inaugurale del fitto programma che condurrà al 9 giugno: un convegno che si è svolto il 14 aprile per tracciare un bilancio dei tre decenni di applicazione di quella legge, all’epoca innovativa ma oggi sicuramente bisognosa di aggiornamenti. Un altro tema fondamentale e qualificante di questo pride è la famiglia. Quella che i sedicenti normali continuano a rivendicare come un privilegio per sé e un concetto immutabile ma che nella realtà è tutt’altra cosa ed è sempre più spesso composta anche da coppie gay e lesbiche con figli che rivendicano il diritto minimale di non essere ostacolate da norme e prassi discriminatorie. Su questo punto l’organizzazione del pride bolognese ha deciso di puntare molto, mettendo in calendario diversi appuntamenti. Come un ciclo di letture per bambini con storie incentrate sulla diversità delle famiglie, delle persone e delle identità. O un convegno sulle famiglie omogenitoriali (4 maggio), un incontro sull’educazione alla diversità e all’identità sessuale in ambito scolastico (10 maggio) e un altro sulla famiglia che cambia e il contrasto dei pregiudizi (26 maggio). La stessa parata del pride, per sottolineare l’attenzione all’argomento, sarà aperta dalle associazioni Famiglie Arcobaleno e Agedo, ovvero i genitori omosessuali con figli e i genitori di figli omosessuali. I temi qualificanti non finiscono naturalmente qui e abbracciano altre questioni rilevantissime, come la salute, il lavoro, il ruolo delle lesbiche in politica. L’amministrazione comunale di Bologna appoggia pienamente il pride ed è stata per questo bersaglio di polemiche già straviste da parte della destra locale e della parte più retriva del mondo cattolico. La più stucchevole e datata è stata la protesta contro la decisione di fare partire il corteo del 9 giugno proprio dal Cassero di Porta Saragozza che diventò nel lontano 1982 la prima sede di un’associazione gay concessa in affitto da un’amministrazione pubblica. Ma i bigotti, oggi come allora, obiettano che quel luogo è sacro a loro visto che ogni anno passa da lì la processione in onore della Madonna di San Luca. Quando impareranno le regole elementari della convivenza civile sarà sempre troppo tardi.
Il 16 giugno tocca a Torino, che anche quest’anno ha messo insieme le 17 associazioni cittadine per organizzare la marcia e gli eventi collaterali in uno spirito unitario veramente raro. Il titolo scelto per la manifestazione è “Non vogliamo mica la luna… è l’Europa che ce lo chiede”, per ricordare che sotto il profilo dei diritti glbt rappresentiamo una spiacevole anomalia nel vecchio continente e per fare il verso al tormentone del governo Monti, che in nome delle esigenze sovranazionali impone sacrifici ma dimentica i diritti negati. Se con la rabbia non si arriva lontano, non ci resta che sperare nell’ironia.
La settimana successiva, il 23 giugno, si scende in piazza invece a Roma per il consueto e affollato pride della capitale. Dopo il grande successo dell’Europride dello scorso anno ci sono state nei mesi scorsi tensioni tra le varie sigle dell’arcipelago glbt romano, anche riguardo all’organizzazione del pride, ma niente come una buona riuscita dell’evento può contribuire a stemperare i cattivi umori. Il weekend precedente a quello della parata dovrebbe essere installato un “Pride Park” nella zona ormai supertrendy del Pigneto per fare da traino all’appuntamento principale, ma sono in progetto anche iniziative in altri quartieri. Sempre il 23 giugno si sfila anche per le strade di Palermo e anche in questo caso la parata sarà il punto culminante di una serie di iniziative preparatorie. A Catania la parata si svolgerà invece il 30 giugno, al termine di una settimana queer tutta dedicata a discussioni e riflessioni sulle tematiche che ci stanno a cuore senza dimenticare il divertimento. Ancora il 30 si marcia a Napoli. Il corteo è organizzato dal coordinamento Napoli Pride e l’auspicio è che anche questa volta, come è accaduto lo scorso anno, il sindaco Luigi De Magistris sia in prima fila tra i manifestanti.
Dulcis in fundo una new entry: il Toscana Pride, organizzato dal Consorzio Friendly Versilia e da numerose associazioni glbt della regione, che invaderà Viareggio il 7 luglio. Il percorso di avvicinamento a questa data parte con un’iniziativa politica a Firenze prevista per metà maggio, per fare il punto tra le altre cose sullo stato di applicazione della pionieristica legge regionale contro le discriminazioni approvata sei anni fa, e proseguirà con altri appuntamenti su tutto il territorio regionale.