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Gli Stati Uniti sarebbero pronti per il loro primo presidente dichiaratamente gay? È quanto si chiede ironicamente Matt Zarley con Trust Me, il suo ultimo controverso video in cui il cantante impersona un candidato alle elezioni presidenziali alle prese con politica e scandali sessuali. Nonostante si tratti di un video ironico e divertente, è evidente che vi siano riferimenti a vicende recenti in cui alcuni politici americani, fieri oppositori dei diritti glbt, sono stati costretti a dimettersi per comportamenti alquanto discutibili (proprio come da noi, vero?). Appare assolutamente geniale nel video l’idea di rappresentare il candidato (ossia se stesso) come lo stereotipo americano del buon padre di famiglia. Ecco però cosa afferma, con evidente intenzione dissacratoria: “Oggigiorno i sondaggi politici sono imprevedibili, alle volte sei ‘top’, alle volte sei ‘bottom’”. Un esplicito riferimento al ruolo sessuale attivo e passivo durante un rapporto omo.
È una coincidenza interessante anche il fatto che Trust Me sia uscito poche settimane prima che il presidente Barack Obama si schierasse a favore a favore dei matrimoni gay, tema già affrontato dal cantante anni addietro nel brano All That Matters, in duetto con l’attore teatrale Ty Taylor.
D’altro canto fin dal 2002, anno del suo debutto discografico, Matt Zarley è sempre stato impegnato nelle campagne in difesa dei diritti glbt ed è anche stato il primo gay dichiarato ad apparire sulla rivista People negli Stati Uniti come uno dei neolaureati più “attraenti” dell’anno, aprendo poi la porta a tutti i successivi.
Da poche settimane è uscito il suo nuovo album Change Begins With Me, in cui sono contenute alcune canzoni esplicite su temi glbt e sulle vicende personali di Matt, tra cui il primo singolo WTF (What The Fuck?), in cui il cantante narra l’intenso flirt con un attore famoso e di come questa storia sia inaspettatamente terminata lasciandogli l’amaro in bocca: “Non si limitò a finire come qualsiasi storia, lui ha interrotto completamente tutte le comunicazioni senza alcun motivo, spezzandomi il cuore e facendomi dire ‘ma che cazzo..?’” (l’esplicito, relativo video, presente su YouTube nella versione Wideboys squisitamente danzereccia, si concentra sulla scoperta del tradimento e sulla “baldraccaggine” del fidanzato).
Tuttavia il messaggio più positivo in senso lato è rappresentato dal video di Perfect, all’inizio del quale si legge in sovraimpressione la seguente frase dell’attivista pacifista Marianne Williamson: “L’amore è ciò con cui siamo venuti al mondo. La paura è ciò che abbiamo imparato in questo mondo.” Il titolo allude a un mondo (purtroppo spesso fantastico) in cui le relazioni omosessuali sono vissute nel più naturale dei modi. Il relativo video è ambientato durante una festa di compleanno all’interno di una famiglia allargata e ritrae l’ambiente disinvolto in cui coppie gay e lesbiche si scambiano tenerezze sotto gli occhi dei bambini, che sembrano badare al proprio divertimento senza turbarsi che i loro parenti (zii, zie o addirittura genitori) mostrino affetto per i rispettivi partner.
Se i video mettono in luce l’intenzione di presentare la propria omosessualità in maniera spontanea, le canzoni riflettono in uguale modo la necessità di non nascondere i propri sentimenti, a partire da Forgive Me (For Not Forgiving You): “Ho scritto questo brano quando stavo per interrompere una storia, raccontando il momento in cui il partner non si assume le proprie responsabilità; tuttavia nei mesi successivi ho interiorizzato il fatto che spesso la gente non la puoi cambiare; per questo motivo sono nati brani come Apology e la canzone che dà il titolo all’album Change Begins With Me, il cambiamento deve avvenire in primis dentro di noi, questo è il significato di tutto il disco”.
Ci siamo concentrati fin qui sui temi – pienamente condivisibili – delle sue canzoni, dimenticando tuttavia ciò che ultimamente viene allo stesso modo tralasciato dalle case discografiche quando promuovono i loro artisti. Non stiamo parlando solo del fascino maschile (che è presente e non guasta mai), ma della capacità di interpretare e produrre buona musica. Caratteristiche che sembrerebbero ultimamente desuete.