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A prima vista Clod e Sofia sono due personalità apparentemente agli antipodi, eppure paiono in perfetta simbiosi quando sul palco provano i brani che presenteranno dal vivo durante la sera, accompagnati alla batteria dall’amico Giacomo Fiocchi. Dai banchi del liceo – dove si sono conosciuti grazie a un’amica comune – al garage dove hanno registrato il loro primo demo nel 2006, il passo è stato naturale. Notati da Federico Dragogna, chitarrista dei Ministri, nel 2008 il duo registra il primo Ep, And Everything Fits In The Yellow Whale, che attira subito l’attenzione della critica non solo per la musica, ma grazie anche al supporto, una sorta di audio libro illustrato. Suonano in Italia e in Inghilterra, arrivando ad aprire i concerti di artisti già noti, come i Blonde Redhead, i Nouvelle Vague e gli stessi Ministri. Due anni fa è la volta del secondo demo, Matter Of Time, che si discosta dal precedente in quanto più aggressivo, sia come musica che come testi. Ma è nella primavera di quest’anno che Double Soul, il loro primo cd, vede la luce: “Abbiamo lavorato dapprima separatamente e poi unito le idee in studio con Federico (Dragogna), per creare qualcosa al tempo stesso pop e ambient, con suoni più malinconici ed equilibri sottili rispetto ai precedenti lavori”. Double Soul, a detta degli stessi autori, è il frutto della personalità che cambia con gli anni, dei sentimenti elaborati, delle esperienze vissute e delle prese di coscienza. Come ad esempio quella nei confronti del “ghetto” gay descritto in Vlad (e pensiamo che l’allusione al noto conte non sia casuale), sorta di manifesto elettronico che denuncia un ambiente omologato e insulso in cui chi veste Margiela si crede al di sopra di tutto e tutti, come afferma Clod: “Sono state esperienze povere di contenuti e ricche di contorno. Si parla sempre di necessità di aggregazione e invece si finisce con l’omologarsi al nulla, tanto è frammentata la comunità, suddivisa in ‘ghetto moda’, ‘ghetto dj e organizzatori di eventi o nightlife’, ‘ghetto grafici’ (a dire il vero i grafici stanno in casa a fare la maglia, suggerisce Sofia); una sorta di cristallizzazione tutta milanese, poi esportata altrove, da cui è necessario evadere per non consumarsi nel nulla” (il testo recita: “Non essere ciò che siamo stati… guardali tutti: si atteggiano a regine in un sogno d’estate”).
Ciò che piace agli Iori’s Eyes è invece la possibilità di affrontare a livello artistico un discorso più universale che abbracci etero, gay, “persone”, come nelle feste delle grandi città europee che sempre più riuniscono un pubblico misto: “Casualmente le icone gay più potenti, Madonna e Lady Gaga, pur non essendo coinvolte direttamente, si sentono in dovere di esprimere un’opinione, non solo sui diritti dei gay in quanto tali, ma in quanto a questioni di eguaglianza; è il rispetto alla persona che dev’essere tutelato”.
Che il collante tra Clod e Sofia sia caratterizzato da un’amicizia profonda, da idee condivise e dalla passione comune per la musica, lo si intuisce attraverso questo disco dalle atmosfere rarefatte che si amalgamano ai loop elettronici, in una continua commistione di suoni e contaminazioni (il riferimento al sound di Bristol degli anni ‘90 è inequivocabile); etichettare Double Soul come uno dei tanti episodi lo-fi, piuttosto che art-pop, dub, minimal-electro risulta riduttivo: “Ci hanno definiti in mille modi, alla fine, hanno finito i termini e si sono dovuti arrendere”. Forse quella che riassume il tema predominante – il titolo – del disco è la crepuscolare Winter Olympics (in cui è la voce di Sofia la protagonista), legata ideologicamente a The Merging. Qui emerge la consapevolezza di una doppia anima insita in ciascuno di noi, uomo/donna, ma anche chiaro/scuro della nostra personalità e il conseguente rifuggire da noi stessi e dalla nostra natura.
Impariamo a conoscerci davvero quando siamo riflessi negli occhi dell’altro, quando soffriamo per amore; questo il significato di Something’s Comin’ Over Me: “Quando ti innamori davvero sei costretto a cambiare vita, abitudini; impari a conoscere cosa devi e non devi dare, anche se continui a sbagliare, io non ho imparato mai, è pazzesco!” (Clod); “Ogni volta che mi innamoro scopro sempre dei miei difetti nuovi, sempre diversi a secondo della persona con cui stai” (Sofia).
L’amore quindi richiede energia; non solo ma, secondo Clod, non permette di concentrarsi sulla propria musica. Paradossalmente si compone meglio quando emotivamente stiamo male; e a tal proposito cita Carmen Russo di Mi scusi signorina: “Se l’artista tu vuoi fare devi mettere l’amore da parte e pensa all’arte”.
Nell’era della digitalizzazione pensare al cd e addirittura al vinile sembra un’operazione per nostalgici; eppure se da una parte la tecnologia ha causato una crisi al mercato discografico, ha creato anche nuove possibilità e stimoli per gli stessi autori… “Paradossalmente poter accedere on line alla preview di un album spinge l’artista a scrivere brani belli, così che l’ascoltatore sia effettivamente coinvolto e portato ad acquistare l’album intero; mentre una volta probabilmente si sarebbe limitato al singolo”. Le nuove generazioni riscopriranno quindi il piacere dell’ascolto attento? Se fosse così ibernatemi subito.