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Città che vai, pride che trovi. Quest’anno dieci città italiane celebrano la rivolta di Stonewall del 1969 con la consueta e ostinata marcia per i diritti. I comitati e i coordinamenti di associazioni glbt mettono al centro dei loro documenti politici il matrimonio egualitario, la tutela dei figli nelle coppie omogenitoriali, la lotta all’omofobia e alla transfobia. Nella piattaforma rivendicativa compare l’ormai celeberrima estensione della legge Mancino all’orientamento sessuale e all’identità di genere affinché i crimini d’odio motivati da omofobia e transfobia possano essere riconosciuti e perseguiti come tali. E ancora: la possibilità di adozione all’interno della coppia omosessuale, riconoscendo la figura del co-genitore, oltre all’accesso all’adozione per tutti, single e coppie, senza discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere. Quanto alla salute, le associazioni chiedono campagne di informazione sull’Hiv e sulle infezioni a trasmissione sessuale più in generale. Per le persone transessuali si chiede la possibilità di cambiare nome prima e indipendentemente dall’intervento chirurgico, la possibilità di accesso anche per le persone transessuali immigrate, la garanzia e la tutela dell’accesso al lavoro e il contrasto dello stereotipo negativo proposto dai media. L’elenco delle riforme arcobaleno è lungo e ogni proposta merita attenzione (per leggerle tutte date un’occhiata ai siti internet che segnaliamo).
Guardando alla programmazione di eventi dei singoli pride sorprende la quantità e qualità di spettacoli e dibattiti che ogni anno militanti e simpatizzanti riescono a organizzare prima della parata, spesso senza i necessari finanziamenti. Il pride nazionale, lo ricordiamo (v. Pride di aprile), si svolgerà il 22 giugno a Palermo con il pride village nei canteri culturali alla Zisa (dal 14 al 23 giugno). Per informazioni: 800 261 977 oppure www.palermopride.it Prima e dopo il Palermo pride si terranno ben nove gay pride locali, alcuni provinciali e alcuni regionali, tutti nel mese di giugno. Si comincia l’8 a Torino con il family pride: “Le nostre battaglie quest’anno puntano in particolare a celebrare i molti modi di costruire famiglie, di scambiarsi amore, sostegno e progettualità” dice Donata Prosio, portavoce del Coordinamento Torino pride. “Ma tu quante famiglie conosci?” è la domanda che campeggia sul manifesto dove la grafica del gioco degli scacchi suggerisce anche lo scacco matto alle discriminazioni (www.torinopride.it). Il 15 giugno sarà la volta di Roma, Vicenza e Barletta. Nella capitale il pride giungerà immediatamente dopo le elezioni comunali. Gli organizzatori ripropongono ai politici la piattaforma rivendicativa “Vogliamo Tutto” del 2012 che resta “immutata negli anni perché nessuna delle nostre richieste di democrazia e civiltà ha ancora trovato risposta” (www.romapride.it). Indetto nelle stessa data anche il Veneto pride a Vicenza. A maggio è stata approvata la “coabitazione per vincoli affettivi”, un riconoscimento anagrafico delle coppie di fatto, ma “nella Vicenza città del Palladio, di Fogazzaro, Piovene e Parise, del boom economico anni Novanta, della forte immigrazione e delle basi statunitensi, poche sono state a oggi le occasioni per affrontare i temi cari a una comunità glbt numerosa, ma ancora nascosta” è la denuncia del comitato organizzatore (www.vicenzapride.it).
Polemiche a Barletta per il no del comune al patrocinio dell’iniziativa (prevista dall’8 al 15 giugno), motivato in nome di un’originale “correttezza istituzionale”. Pur “rilevando la valenza e l’attualità delle tematiche rappresentate”, ha dichiarato la commissaria prefettizia Anna Maria Manzone, “l’evento ricadrà nei giorni immediatamente successivi all’insediamento della nuova amministrazione comunale”, quindi non ci sarebbe “una condivisa partecipazione e una eventuale presenza alle giornate dell’evento da parte della nuova amministrazione” (www.facebook.com/BarlettaPride).
Il 29 giugno, per il secondo anno consecutivo, l’associazione glbt Arc di Cagliari conclude in piazza l’eretica “Queeresima”, quaranta giorni di iniziative per i diritti glbt, che dalla giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia (17 maggio) condurrà fino al secondo pride di Cagliari, che quest’anno sarà il primo Sardegna pride (www.queeresima.it). Sempre il 29 giugno si terranno pride cittadini anche a Milano, dove sono previste “le cinque giornate rainbow” (www.milanopride.it) e a Catania (https://www.facebook.com/cataniapride).
Dal 24 al 28 giugno il Bologna pride proporrà alla città una serie fitta di eventi, per poi concludersi, il 29 giugno, con la parata per le vie del centro. Il cartellone si aprirà con “The Italian Miss Alternative”, il defilé en travesti che raccoglie fondi per le associazioni bolognesi impegnate nella lotta all’aids (www.bolognapride.it).
Infine, dopo il successo dello scorso anno a Salerno, il Campania pride si trasferisce a Napoli dove il 29 giugno è prevista la parata preceduta da molte iniziative in luoghi in genere lontani dalla militanza glbt “che, passando dall’Irpinia e in particolare nella città di Avellino, possa rappresentare un avanzamento dei diritti di cittadinanza” (www.napolipride.com).