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Gianni Farinetti torna ai temi e alle atmosfere del suo primo romanzo (Un delitto fatto in casa) per rappresentare una storia corale di grande suggestione che è insieme un “giallo” (con gli ingredienti tipici del genere, a cominciare da qualche morto ammazzato e da un killer misterioso), ma anche l’affascinante affresco di un mondo, quello delle Langhe piemontesi, con i suoi paesaggi, le sue signore della Torino bene (ma anche della borghesia più modesta) in trasferta in campagna, la sua quotidianità solo apparentemente idilliaca e in realtà percorsa da rancori, pettegolezzi, problemi di eredità e di salvaguardia di patrimoni più o meno solidi.
Teatro della vicenda, che dura da un venerdì a un martedì di mezza estate, sono una villa ottocentesca immersa in un grande parco sulle colline di Monesiglio, il borghetto delle Vignole nel comune di Gorzenego, il castello di San Michele a San Benedetto Belbo. Ospiti della signora Rosanna, proprietaria della villa, sono una coppia lesbica, due coppie etero e un uomo single. La coppia lesbica è composta dalla “centenaria” Jone Ramasco, “teatrale” nei suoi improbabili abbigliamenti, da poco scrittrice di inutili libri di giardinaggio, e dalla sua accompagnatrice Lotte, “non freschissima pure lei ma non così secolare”. Che si tratti di una coppia lesbica è noto a tutti, anche se non c’è mai stato un vero coming out. Le due coppie etero sono formate dai coniugi Nava (il “greve” Carlo e la moglie Mirella) e dalla “garrula” Gigliola Canale con il suo terzo marito, l’ingegner Germani. L’uomo single è il “lugubre” e “rancoroso” marchese Nando di Salmour.
Tra gli ospiti dei proprietari di alcune della case del borghetto, Massimo e Chiara Majno, troviamo Sebastiano Guarienti e il suo compagno Duccio, noti ai lettori di Farinetti fin dal suo primo romanzo, gay senza problemi di visibilità, e Laura, un’amica dei padroni di casa con un nipotino. Nel castello di San Michele ci sono i proprietari, il banchiere Pietro Cambiano con la moglie Barbara, e Eugenio di Salmour, figlio di primo letto di Barbara, in carrozzella, dopo un tragico incidente che ha devastato la famiglia. A completare il nutrito numero dei personaggi del romanzo un giardiniere, due fratelli rumeni, che lavorano per Massimo Majno, rumorosi e litigiosi, ma di straordinaria simpatia, e ancora domestici e camerieri, oltre che un divertente amico “gayssimo” di Sebastiano.
L’avvenimento mondano in cui sono coinvolti molti dei personaggi è il matrimonio a Niella Belbo (il vero evento della stagione), tra due rampolli della Torino bene, Beatrice Clavesana, che sembra sia già in attesa di un bambino (le malelingue dicono non del promesso sposo), e il nobile Guy d’Arby (il quale, si dice, sembra avere un debole per le divise). Lo stesso giorno c’è anche un altro matrimonio, di uno dei fratelli rumeni e al borghetto delle Vignole arrivano altri invitati, più chiassosi e meno chic, ma sicuramente più divertenti.
La sera del venerdì, sulla terrazza della villa c’è il primo misterioso fatto di sangue, ne seguiranno altri, senza nessun apparente legame. Alla soluzione del “rebus di mezza estate” lavorerà il maresciallo Buonanno, originale new entry nella narrativa di Farinetti, un Maigret di provincia di straordinaria simpatia.
I personaggi sono tanti, ma il lettore non ha motivo di spaventarsi perché Farinetti tiene insieme le numerose storie che si intrecciano con sapienza narrativa e, mentre racconta con una scrittura leggera, a tratti beffarda le vicissitudini dei suoi personaggi, si diverte a stravolgere gli stereotipi del giallo, a metterli in ridicolo o a depistare il lettore facendo balenare soluzioni che poi si riveleranno infondate. E riesce nello stesso tempo a rappresentare con leggerezza, e come acquisite, trasformazioni in atto, ancora problematiche nella società italiana, dalla vita coniugale delle coppie gay all’integrazione degli stranieri. I dialoghi sono incalzanti e pieni di verve e la scrittura, sempre brillante, riesce a trasmettere tensione e suspence e a tenere il lettore inchiodato alla pagina fino alla sorprendente rivelazione finale.