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È sulla scena da un anno e a maggio ha tenuto il suo primo congresso: si chiama Anddos (Associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale) e riunisce saune, discoteche e altri circoli ricreativi, molti dei quali già affiliati ad Arcigay. Anddos distribuisce nei locali le tessere One Pass alternative alle Uno Card di Arcigay. A presiedere la nuova associazione Marco Canale, 52 anni, già consigliere nazionale di Arcigay e attuale presidente della sauna Europa Multiclub di Roma.
Prima di parlare dell’associazione, ti andrebbe di presentarti ai lettori di Pride?
Sono originario di un piccolo paese in provincia di Pescara. Negli anni Settanta-Ottanta, sull’onda della rivoluzione sessuale, ho deciso di trasferirmi prima a Milano e poi nella capitale. A Spoleto invece ho incontrato Alan, il mio compagno, con cui 7 anni fa ho sottoscritto una civil partnership nel municipio di Chelsea in Inghilterra, nella stessa sala in cui si sono uniti Elton John e David Furnish. Purtroppo non c’erano i miei genitori, non più in vita, ma erano presenti mia sorella e i miei nipoti, oltre alla famiglia di Alan.
Oggi sei a capo di una nuova rete di circoli ricreativi. Di cosa si tratta?
Anddos nasce nel luglio del 2012 grazie all’iniziativa di una cinquantina di circoli per soli uomini. L’associazione conta più di 50mila soci e riunisce quasi 60 attività commerciali che danno lavoro ad oltre 400 persone regolarmente assunte. Ogni giorno accogliamo nei nostri locali circa 2500 persone omosessuali. Di questa realtà fanno parte anche 600 volontari tra medici, psicologi e semplici cittadini.
Cosa cambia rispetto all’ingresso nei locali ex Arcigay, ora affiliati ad Anddos?
Per accedere ai locali Anddos bisogna avere la tessera One Pass. Costa 15 euro (13 se si lascia il proprio indirizzo email) e vale un anno. Per evitare un sovraccarico di spesa, accettiamo ancora la tessera Uno Card di Arcigay finché è valida. Anche perché alcune attività mantengono per ora la doppia affiliazione.
Come saranno in futuro i rapporti con Arcigay?
Per ora ci stiamo confrontando. Con la nuova dirigenza di Arcigay, dopo il congresso di Ferrara (novembre 2012), abbiamo visto riconosciuto finalmente il nostro ruolo. Continueremo a collaborare, spero. Se non lo facciamo, commettiamo un errore nei confronti della comunità gay.
Una quota proveniente dalle tessere annuali sottoscritte nei circoli affiliati ad Anddos finanzierà iniziative contro le discriminazioni. Quali sono i progetti in cantiere?
A ogni circolo affiliato vanno 11 euro, i restanti 4 ci occorrono per gestire in modo autonomo il sistema di tesseramento, per dare assistenza ai circoli e realizzare attività sociali. Vorremmo far passare il messaggio che nella comunità glbt non debbano più esistere discriminazioni interne. Nel nostro movimento c’è ancora intolleranza: il gay maschile snobba il gay effeminato, il gay effeminato snobba il travestito. E ancora: il travestito snobba il transessuale, il transessuale snobba l’uomo sposato con figli, l’attivo snobba il passivo, il sano giudica il malato. O il libertino irride il romantico e viceversa. Se non vogliamo essere discriminati, dobbiamo smetterla di discriminarci a vicenda e ascoltarci, rispettarci. Perché la nostra libertà passa attraverso la libertà di tutti.
Come raggiungere questo primo obiettivo?
Stiamo cercando di coinvolgere sempre più persone nella vita associativa. Lavoriamo per essere presenti nei circoli e per offrire informazioni utili ai nostri soci in modo non invadente. Installeremo televisori in ogni circolo, collegati a un computer centrale che trasmetterà interviste, servizi e speciali sul mondo glbt e sulla nostra associazione, oltre a fare informazione sulla prevenzione dalle infezioni a trasmissione sessuale . A tal proposito Anddos si propone di distribuire gratuitamente un milione di preservativi ogni anno. Stiamo realizzando una testata giornalistica online, una web tv e un’app per essere sempre aggiornati sui fatti che accadono nella comunità glbt o che possono interessarla.
Quando si pensa ai locali di cruising si immaginano persone intente a tutt’altro…
Inutile girarci intorno: ciò che spinge le persone a entrare nei nostri locali è il bisogno di fare sesso. Ma questa, a mio parere, è solo una scusa. Siamo persone che come tutte le altre hanno bisogno di una carezza, di trovare un partner, una persona che ci renda felici e qualche volta succede di incontrarla. Secondo un sondaggio interno, un terzo dei nostri clienti si è fidanzato in uno dei nostri circoli. Anche per questo è importante il nostro lavoro. Diamo la possibilità di incontrarsi e di amarsi in tutta sicurezza.
Puoi anticiparci qualche altra novità di cui beneficiano i soci?
Stiamo creando un carnet di vantaggi per chi rinnova la tessera in uno dei nostri circoli. Ogni circolo Anddos riconoscerà a ogni titolare del carnet un premio, che sarà diverso in base alla disponibilità di ogni circolo, e potrà essere un ingresso omaggio o un drink, un regalo o un gadget se si tratta ad esempio di un sex shop. Abbiamo calcolato che questo carnet varrà ai nostri soci, in media, circa 250 euro.
Un’ultima domanda riguarda la privacy, un tema sentito soprattutto da chi non ha fatto ancora coming out.
Rispettiamo tutti i nostri soci. Tutti gli adempimenti per garantirli sono stati soddisfatti, personalmente mi sono accertato della rigorosa applicazione delle regole in difesa della privacy. Restiamo a disposizione di coloro che vogliano farci domande o partecipare alle assemblee dei soci o ai consigli direttivi (per informazioni www.anddos.org). Rispondiamo all’email info@anddos.org o al numero di telefono 06 64824220. Vogliamo migliorarci e dare sempre più di quanto non siamo riusciti a dare finora.