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Pavia guidata da un sindaco gay come Parigi e Berlino? Il Movimento 5 Stelle ci crede e candida a primo cittadino, per le amministrative del maggio prossimo, un omosessuale visibile con una lunga esperienza in Arcigay: Giuseppe Polizzi. Polizzi, in M5S, è probabilmente il primo e solo (tra eletti e aspiranti rappresentanti istituzionali) a vantare una storia di visibilità pubblica e militanza. E, mentre il quadro dei candidati alle elezioni amministrative arcobaleno è in via di definizione, abbiamo deciso di incontrarlo.
M5S candida a sindaco di Pavia un omosessuale visibile, il primo per il movimento. È una notizia.
I candidati del M5S provengono dalla società civile: il mio profilo quindi è perfettamente in linea con gli ideali del Movimento. Non sono stato scelto come candidato gay, ma come il candidato giusto. È chiaro che i militanti e i cittadini pavesi mi conoscono anche per il lavoro che ho svolto nella (e per la) comunità gay e per il mio impegno come avvocato sociale al fianco dei disabili e dei migranti. La mia azione di governo non potrà prescindere dalla promozione dei diritti civili e della cultura dell’eguaglianza. Questo è vissuto come un valore aggiunto.
Ovviamente sono consapevole che un candidato sindaco dichiaratamente gay sia una novità importante, dentro e fuori il Movimento, non mi pare esistano altri casi nel nord Italia e mi auguro che possa rappresentare una svolta simbolica importante.
A quanto mi risulta la rappresentanza arcobaleno di M5S è pari a zero: non ti senti un po’ solo?
Al contrario: nel Movimento esiste da tempo una rete di attivisti specializzati sui diritti gay. Ci confrontiamo, ragioniamo con i nostri rappresentanti in parlamento e cerchiamo di mantenere alta l’attenzione su questi temi. Non è certo un caso che i soli a battersi contro l’odiosa presa in giro della legge del piddino Scalfarotto contro l’omofobia siano stati i deputati 5 stelle.
Fino all’altro ieri fare militanza politica da omosessuali significava essere di centro-sinistra. Cosa è cambiato?
Il punto, paradossalmente, è che non è cambiato niente: dopo anni di promesse l’Italia sconta, sempre più sola in Europa, l’assoluta assenza di leggi che promuovano l’eguaglianza, che puniscano l’odio omofobico e che favoriscano la pari dignità sociale. Il centro-sinistra, fondendosi in un partito senza identità quale il PD, non ha maturato neppure la più miserevole coscienza politica sul tema dei diritti civili. Francamente non è più credibile. E del resto tutti si sono accorti che il M5S ha scavalcato la sinistra su tantissimi temi, dall’ambiente alla giustizia sociale.
Quale sarà, da sindaco, il tuo impegno sui diritti civili? I registri comunali delle unioni civili, piuttosto che l’adesione a reti di istituzioni anti-omofobia sembrano ormai armi spuntate.
I provvedimenti che chiami armi spuntate, in assenza di un impianto legislativo nazionale, sono effettivamente strumenti insufficienti. Tuttavia, dato che il Comune di Pavia non è dotato di un registro anagrafico per le coppie di fatto, è un mio preciso impegno realizzarlo. Poi, come tutti sanno, il Movimento promuove una democrazia partecipata e infatti abbiamo fatto nostre le sollecitazioni che arrivano dal movimento gay pavese: dalle modifiche nelle intestazioni dei documenti d’identità per le persone transessuali alla convenzione per il turismo inclusivo. A livello comunale poi si può agire efficacemente nella lotta all’omofobia, promuovendo la cultura dell’eguaglianza e del rispetto, partendo dalla scuola primaria. Sono tutte questioni che conosco e che mi stanno a cuore. La mia personale storia di attivista gay è la garanzia che questi provvedimenti, quando saremo al governo, verranno realizzati.
Sei rappresentante in un movimento difficile da afferrare… Fuori dalla retorica elettorale e da militante gay, i 5 stelle sono arcobaleno o no?
Eccome! Guardiamo ai fatti: chi ha presentato in parlamento un disegno di legge sul matrimonio egualitario? Il movimento. Chi era pronto a votare una legge decente contro l’omofobia, estendendo la legge Mancino ai reati di odio omofobico? Il movimento. Chi ha portato nel Consiglio regionale lombardo, dopo decenni di impero ciellino, i temi dell’omogenitorialità, delle tutele per le persone transessuali, dell’omobullismo? Ancora il movimento 5 Stelle. L’elenco potrebbe continuare a lungo, e dimostra che quanto più si è sganciati, e noi lo siamo, da lobby, rendite di posizione, ricatti clientelari, tanto più si è forti e capaci di agire con coraggio per un cambiamento vero.