Seleziona una pagina

“Su chi puoi contare oggi e potrai contare quando sarai anziano? Le ‘case di riposo gay’ sono una buona soluzione?” a queste, e numerose altre domande di un inedito sondaggio lanciato dal sociologo Raffaele Lelleri sul web, sono arrivate 1400 risposte. Quanto basta per aprire uno spiraglio su come immaginano omosessuali e lesbiche italiane la loro vecchia. Ne parliamo con Lelleri.
Come si preparano i gay italiani all’anzianità?
Francamente non lo sappiamo, perché mancano studi approfonditi in questo campo. Possiamo comunque farci un’idea utilizzando informazioni indirette. Innanzitutto, soltanto il 6,2% delle persone lgbt non ha mai pensato a quando saranno anziane; per poco meno del 40% si tratta, al contrario, di un pensiero ricorrente. Condividono la stessa opinione i maschi e le femmine, in tutta Italia. L’età è invece determinante: più si è giovani, e meno ci si pensa; le differenze tra le generazioni non sono però molto accentuate. Invecchiare, in definitiva, non è un tabù. Di più, quasi il 55% delle persone lgbt giovani e adulte racconta di essere preoccupato di invecchiare – soprattutto i maschi quarantenni. Infine, due su tre hanno già pensato a come garantirsi una soddisfacente sicurezza economica durante la terza e quarta età. Nonostante le fragilità del mercato del lavoro, non siamo cicale bensì formiche.
Quale è la maggior preoccupazione per la vecchiaia?
La solitudine, certamente. Per alcuni, la motivazione di ciò è l’assenza di un partner stabile, o di figli; per altri, la debolezza dei legami sociali all’interno della nostra comunità; per altri ancora, l’allontanamento dalla famiglia di origine e l’intolleranza della società.
La vecchiaia che gli omosessuali si immaginano è soprattutto a tinte fosche; vi sono però anche alcune note positive: a fronte della previsione di infelicità, molti sono infatti dell’idea che, da anziani, saranno più soddisfatti di adesso. Non trova conferma, pertanto, lo stereotipo di una vecchiaia tutta incentrata sull’assenza, sul dolore e sul rimpianto.
Quali altri dati rilevanti hai raccolto?
Abbiamo voluto chiedere quanto incluse nella comunità sono le persone anziane lgbt. Il quadro che ne emerso ci ha sorpreso: esse sono piuttosto visibili (il 73,3% degli intervistati le ha incontrate almeno una volta), specie al Centro-Nord del paese, e conosciute personalmente (dal 58,4% degli intervistati). Se per un verso, gli anziani lgbt non sono abitualmente frequentati (solo il 22,5% lo fa), per l’altro verso le persone “più grandi” sono generalmente preferite a quelle più giovani, anche a livello affettivo-sessuale, principalmente tra i maschi, e fino ai 40 anni. A promuovere “pari opportunità” e “ponti” tra le diverse età è, in altre parole, più l’attrazione fisica ed emotiva che la socialità e la partecipazione alla comunità.
Esistono ricerche come la tua in altri paesi. Sono confrontabili?
Con i miei due sondaggi ho scelto di occuparmi di invecchiamento. Non ho trovato studi analoghi in altri paesi. Altrove l’obiettivo è stato un altro: intervistare le persone anziane lgbt per descriverne le condizioni di vita attuali, e talvolta passate. In Italia nessuno ha ancora realizzato ricerche di questo tipo.
La proposta di case di riposo solo per omosessuali piace o non piace agli italiani?
È un’idea che compare spesso nel dibattito sull’anzianità gay. Infiamma gli animi e polarizza le opinioni: c’è chi è assolutamente contrario e chi profondamente d’accordo. Le principali parole che vengono richiamate per difendere la propria posizione sono, ad esempio: da un lato, “ghetto” e non-sostenibilità economica; dall’altro lato, libera scelta e realismo.
Con il termine “casa di riposo” alcune persone intendono soluzioni diverse: la struttura di accoglienza socio-sanitaria vera e propria o abitazioni in condivisione, per fare un paio di esempi. Al di là di tutto ciò, più del 60% delle persone lgbt che abbiamo intervistato si è detto favorevole alle case di riposto lgbt, il 34% è contrario e solo il 6% non sa. Non solo, ma il 57% ci andrebbe a vivere, da anziano; il 28% no ed il 15% non sa. L’idea piace alla grande maggioranza, quindi, al giorno d’oggi.
Quali altri progetti svilupperai nell’immediato futuro?
In futuro, vorrei riuscire a fare un’indagine rivolta specificamente alle persone lgbt anziane, per registrare cosa pensano e come vivono. Nell’immediato, con un paio di amici e colleghi, abbiamo lanciato il progetto di fare un film registrando, in tutta Italia, una quindicina di interviste a persone lgbt con 50 anni e più. Maggiori informazioni sul film sono sul mio sito web. Avremo bisogno di tutti per la sua realizzazione: cerchiamo volontari disponibili a farsi intervistare e persone sensibili e interessate a contribuire economicamente al progetto per coprirne i costi.