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Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: Twitter non è l’antagonista o l’alternativa a Facebook.
I numeri pubblicati recentemente sul New Yorker parlano chiaro: gli utenti che accedono mensilmente a Facebook coprono il 70% della popolazione del pianeta (stima impressionante se si considera che solo il 39% della popolazione mondiale ha accesso a Internet), mentre la percentuale degli utenti mensili che accedono a Twitter rappresenta solo il 3% della popolazione mondiale.
Eppure le stime di crescita delle due piattaforme sociali sono equiparabili. Una tra le differenze sostanziali è che mentre Facebook connette le persone in rete, Twitter serve per condividere idee e opinioni, ed è sicuramente meno adatto a persone che non hanno interessi al di fuori del restare in contatto con amici/familiari/parenti e/o condividere i propri pensieri esistenziali e le foto del compleanno dei propri pargoli (al sottoscritto piace affermare che Facebook rappresenta per la maggior parte dei casi la vetrina delle proprie vanità).
In poche parole: Twitter è generalmente per le persone serie (ma non per questo seriose) ed è utilizzato soprattutto per recuperare facilmente – tramite i famigerati #hashtag – argomenti per poi magari partecipare alla discussione.
E mentre i profili su Facebook si sprecano, associazioni, personaggi pubblici e creativi in genere hanno sicuramente anche un loro profilo su Twitter, che utilizzano per twittare commenti sintetici (per il momento si è ancora limitati ai 140 caratteri) su fatti e argomenti di carattere generale.
Non ultimo, mentre l’amicizia su Facebook ha carattere di reciprocità (se decido di non dartela/lo, non puoi essere mio amico), io posso anche seguire Madonna o Justin Bieber su Twitter (follower) senza che questi sappiano minimamente chi sia il sottoscritto.
Già quattro anni orsono il celebre The Advocate pubblicò una lista dei 15 personaggi lgbt più seguiti su Twitter.
Tra questi ancora oggi compaiono Ricky Martin, Perez Hilton, Adam Lambert, Chris Colfer (famoso per il ruolo di Kurt nella serie televisiva Glee) e addirittura Karl Lagerfeld (che sia proprio lui in carne ed ossa a rispondere ai vostri twitter o alle vostre domande non ci è dato di sapere), fashion designer di fama internazionale.
Assieme a questi anche Michael Buckley (@buckhollywood), uno dei più famosi vlogger e celebrità nella rete delle meraviglie, dal cui profilo sono sfornati giornalmente decine di commenti esilaranti su tutto ciò che fa moda, spettacolo, opinione e, ovviamente, “gaytudine”.
Sono proprio i blogger come Michael che spesso surclassano i personaggi famosi per la spontaneità, l’audacia e la creatività dei loro tweet su argomenti inerenti la sfera lgbt e non solo.
Lo scorso anno il sito gay hollywoodiano The Backlot (@TheBacklot, che conta già da sé quasi venticinquemila follower), ha pubblicato una lista di personaggi dichiaratamente gay che meritano e guadagnano attenzione per il solo fatto di essere intuitivi, divertenti e sinceri quando gli si presenta l’occasione di dire la loro.
Generalmente sono tutti blogger, commediografi, scrittori, designer e opinionisti ormai stranoti alla comunità gay del proprio paese di origine. Per cercare profili come i loro, vi sarà sufficiente “seguire” una delle associazioni lgbt scelte “a caso” fra le più influenti, e la stesso Twitter vi proporrà una serie di profili in base ai vostri interessi, che andranno ad aumentare esponenzialmente mano a mano che seguirete queste organizzazioni.
Fra queste l’ILGA (@ILGAWORLD), importante per essere costantemente informati su campagne sui diritti civili e più in generale notizie dal mondo gay. Oppure la Human Right Campaign (@HRC), la più famosa organizzazione statunitense che promuove l’eguaglianza per le persone lgbt e che conta a oggi quasi quattrocentoventicinquemila follower. E ancora Lambda Legal (@LambdaLegal) o l’Lgbt Bar (@LGBTBar), associazioni di giudici, avvocati, studenti di legge, attivisti e affiliati alle organizzazioni legali che promuovono i diritti degli omosessuali. Su tutte queste si erge con 667.000 follower la NOH8 Campaign (@NOH8Campaign), organizzazione che sostiene il matrimonio tra persone dello stesso sesso e più in generale l’eguaglianza di genere attraverso l’educazione e la sensibilizzazione mediatica, messa in atto attraverso fotografie di personaggi famosi e non, che si fanno volontariamente incerottare le bocche in segno di protesta.
Lo scorso agosto gli ideatori della campagna, il fotografo Adam Bouska e il suo partner Jeff Parshley, sono stati ospiti del Gay Village a Roma. Qui hanno messo a punto una sessione in cui ha partecipato anche Vladimir Luxuria che, volenti o nolenti, risulta essere uno tra i nomi più seguiti legati al mondo lgbt italiano (53.000 follower) seguita dall’attore Carlo Gabardini (36.000). È quasi impossibile non imbattersi nei loro profili di Twitter, così come in tanti altri, semplicemente cercando informazioni su un qualsiasi argomento attinente la tematica dei diritti civili gay.
Fra le associazioni più seguite nel nostro paese, assieme all’Arcigay (@Arcigay), Arcilesbica (@Arcilesbica) e i loro corrispettivi circoli disseminati da Aosta fino a Siracusa che fungono da megafono per le notizie nazionali e locali riguardanti le tematiche lgbt, troviamo quelle legate al tema delle famiglie e dei minori, come l’Agedo, le Famiglie Arcobaleno, i Genitori Rainbow, il Telefono Amico Gay che ha sede al Cassero, solo per citarne tra le più gettonate. Restando in tema di gruppi di aiuto, rivolto soprattutto alle nuove generazioni gay è il Centro D’Ascolto Gay (@Gay_Hearing), che sul suo profilo lancia un monito: “Prima di agire impariamo a parlare. Perché parlare non solo aiuta, ma fa bene!”.
Ad esso più recentemente si sono affiancati profili legati ad altrettanti blog, che tentano di dare risposte alle domande poste da adolescenti alle prese con i tipici “pruriti” di questa età (lo dico o non lo dico?), come A qualcuno piace gaio (@AQPGaio) o il più famoso Le cose cambiano (@le_cosecambiano).
Sul piano dei diritti civili la fanno da padrone le collaudate Rete Lenford ed Equality Italia, cui si affiancano profili legati a organizzazioni minori ma non meno importanti, come quello denominato Uguali per legge (www.ugualiperlegge.org).
Diverse sono anche le associazioni presenti su Twitter che affrontano temi legati alla salute sessuale (e non solo): dalle no profit istituzionali come LILA e Anlaids, a quelle legate alla militanza gay come Cassero Salute (@casserosalute), fino ad abbracciare gruppi focalizzati sull’aspetto psicologico del benessere “diversamente etero”, quali Psicologiagay (con lo slogan: “Divento ogni giorno quello che sono già”) o Psicologia Gay&Lesb (“È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”).
Da qui alle decine di profili riferiti ad altrettante associazioni culturali o a blog presenti in rete il passo è breve: partendo dal Progetto Gender Queer (progettogenderqueer.wordpress.com), a LGBT Italia, al Movimento Pansessuale, dal Circolo Mario Mieli fino ai Milk di Milano e Verona, le Rose di Gertrude di Magenta e il circolo Renzo e Lucio di Lecco.
Essendo le nuove generazioni tendenzialmente quelle più tecnologicamente aggiornate e quindi più propense a sguazzare nella rete, non si possono che annotare le decine di circoli giovanili sparsi per la penisola, tra cui il Gruppo Giovani CIG Milano, quelli del Cassero, e l’Uni LGBTQ (@Uni_LGBTQ), associazione studentesca dell’Alma Mater Studiorum rivolta a promuovere la partecipazione e la visibilità delle persone lgbt nell’ambito universitario.
Per quanto riguarda le notizie, i commenti e – non ultimi – i pettegolezzi su tutto ciò che fa notizia nel non sempre sberluccicante mondo gaio, ad affiancare i convenzionali Arcigay e Arcilesbica, ci hanno pensato le decine di profili fioriti in questi anni che, in maniera seria alcuni, in maniera sardonica altri, si prefiggono di lanciare hashtag e argomenti di discussione gay.
Qui c’è solo l’imbarazzo della scelta. Tuttavia senza togliere importanza a Gaiaitalia.com (quotidiano d’informazione online politicamente scorretto che si occupa di arte, cultura, diritti umani, notizie relazionate con la comunità lgbt), Gay Oggi, Pianetagay, Gay.it, Gay.tv, Queerblog.it e Il grande colibrì (che si occupa di interculturalità e informazione da un’ottica lgbtq assieme al progetto MOI – Musulmani Omosessuali in Italia), per chi volesse addentrarsi in argomenti inerenti il nostro universo con il sorriso sulle labbra o in tacchi a spillo, vi segnaliamo la triade composta da Homo Phobia (retweet omofobi, news glbt, gay celebrities, idee sparse, per non ignorare la realtà), Grande Fratello Gay (“Il talento è gay e noi ve lo proponiamo in tutte le sue forme… dichiarate o no! un misto fra Novella 3000, Amici di Maria de Filippi e il Vaticano”) e l’irrinunciabile, mitica Rassegna Sfranta, “Un servizio di utilità mondiale, gossip & Co. Dove c’è una Sfranta c’è casa…”
Così come per l’estero, anche nel nostro paese talvolta sono gli innumerevoli profili personali dietro cui si nascondono blogger, appassionati, attivisti e militanti, o semplici “retweettatori” incalliti a risultare tra i più interessanti commentatori e cinguettati della rete.
Sarebbe impossibile, scorretto e alquanto sterile se dovessimo limitarci a riprodurre una lista tra quelli più seguiti; tuttavia ve ne segnaliamo almeno uno tra quelli che riteniamo tra i più simpatici: è quello relativo a Diversamente Etero (@EteroLeso): “Papà voleva un maschio, mamma una femmina, mia sorella mi voleva morto… mia nonna mi voleva gay e io l’ho accontentata. TI AMO NONNA”.
Per i restanti vi lasciamo il piacere di scovarveli da soli. A meno che non abbiate opportunamente settato le regole per la privacy, iniziate a seguire un ElfoBruno a caso e vi ritroverete in men che non si dica “seguiti” da altrettanti profili di vario genere (tra cui magari anche qualche bonazzo, il che non guasta mai…) di cui fino a un attimo prima non eravate a conoscenza.
Ebbene si, in questo caso Twitter può rivelarsi anche un metodo “elegante” per cuccare e comunque allacciare nuove interessanti conoscenze. Cip cip a tutti.