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Sergio e Michele si sono sposati a Oslo, Stefano e Giuseppe a New York, Miguel e Roberto a Madrid. Ormai non si contano più le coppie gay italiane con la valigia: in alcuni casi si tratta di viaggi di sola andata, un’emigrazione in cerca dei diritti che il nostro paese non è ancora in grado di riconoscere; per altri è semplicemente un modo di celebrare ufficialmente la propria unione, per poi tornare in Italia in attesa che quel matrimonio prima o poi abbia un riconoscimento anche qui.
Per rispondere alla domanda crescente di matrimoni, sono nate diverse agenzie “gay wedding planner” che organizzano cerimonie simboliche o assistono, anche da un punto di vista pratico e burocratico, le coppie dello stesso sesso che desiderano sposarsi all’estero, per poi magari chiedere la trascrizione delle nozze nei comuni “ribelli” alla circolare Alfano che vieta ai sindaci di certificare le nozze all’estero.
Tra le mete più economiche suggerite da queste agenzie si piazza il Portogallo, che ha aperto il matrimonio gay anche agli stranieri, ma in tanti scelgono Londra, Parigi o gli Stati Uniti.
”È un gesto anarchico con un valore morale: gli invitati sono tutori e testimoni di una coppia che vuole ufficializzare e rendere sociale una realtà privata”, dice Alessandro Bentivegna, tra i fondatori di Same Love, agenzia romana che pianifica feste di nozze per coppie italiane e per quegli stranieri che vogliono rinnovare le promesse in Italia. “Non va come dovrebbe andare: gli italiani che si sposano sono meno del previsto – ammette – forse perché non c’è una vera e propria comunità lgbt o perché questo tipo di evento non è nella forma mentis degli omosessuali italiani, che non apprezzano il valore di rendere pubblico il loro rapporto”.
Eppure con 4-5.000 euro si vola a New York per quattro giorni, con tanto di cerimonia e assistenza italiana sul posto. Ma i prezzi variano a seconda del servizio scelto: chi vuol farsi seguire e guidare può scegliere la cerimonia preferita in stile classico, rock o vintage, in cui tutto è a tema, dagli inviti alle bomboniere al viaggio.
Da più di un anno è operativa UGA – Apulia Gay Union, che punta sulla specificità del territorio pugliese per offrire cerimonie su misura, dal matrimonio in spiaggia a quello nella masseria con menù a km zero. “Non abbiamo budget prefissati”, dice Alessandra Armenise, che ha fondato la società con tre amiche etero, esperte di organizzazione eventi e di marketing, e un imprenditore gay. “Partiamo dalla disponibilità degli sposi e in base a quello che hanno andiamo a costruire il matrimonio, perché tutti devono potersi permettere un matrimonio da sogno”.
Nelle cerimonie simboliche ci si scambia una promessa e poi c’è una sorta di benedizione: il servizio va dalla scelta degli abiti all’allestimento, fino al banchetto di nozze. Quanto alle strutture “c’è la massima disponibilità perché la Puglia è una regione gay friendly, già abituata al turismo gay”. Del resto pecunia non olet, specialmente in tempi di crisi economica. All’estero, come detto, una scelta conveniente è il Portogallo: “Oporto è meno costosa di altre grandi città, è facilmente raggiungibile e si è creato un ottimo rapporto di collaborazione con i funzionari pubblici”. Il prezzo di una trasferta matrimoniale dipende anche dai tempi: organizzare tutto in due mesi costa di più, ma con qualche mese di anticipo si trovano voli più economici. Per le pratiche amministrative il costo è di 2.500 euro, invece un ricevimento all’estero è molto meno caro che in Italia: con almeno 20 invitati si arriva anche sui 40 euro a persona.
Ma che genere di coppie si rivolgono a un “gay wedding planner”? “C’è di tutto”, dice Armenise, “dai professionisti ai ragazzi giovani: le donne sono più spesso professioniste, i gay sono di qualunque classe sociale”.
La crescita della domanda ha favorito il lancio di nuove iniziative, come La coppia garbata, che si rivolge a un target medio-alto. Nata da un’idea di Elisabetta Malara, fondatrice e presidente, questa rainbow agency propone pacchetti diversificati che comprendono anche le pratiche tributarie. “Per le pratiche all’estero gli sposi pagano 1.700 euro cadauno, poi il costo della cerimonia può variare dai 10.000 euro fino a budget senza limiti”, spiega la portavoce Deborah Patrizi. Da Londra al Canada, da Barcellona a Lisbona, la coppia che vuole sposarsi in un altro paese viene assistita da un inviato sul posto e può realizzare le richieste più insolite, dal viaggio di nozze in moto ai festeggiamenti in elicottero. Tra i servizi anche una consulenza psicologica per aiutare chi deve ancora fare coming out in famiglia.
Soluzioni per (quasi) tutte le tasche anche da Just2!, gay wedding planner milanese ideato da Franco Bosisio e Dedi Salmeri: un matrimonio tutto compreso parte da circa 6.000 euro (con una base di trenta invitati), ma la proposta “Haute Couture” promette “una festa esclusiva in qualunque angolo del pianeta”. Just2! fornisce assistenza legale, sia nel caso ci si voglia sposare all’estero, per il disbrigo di tutte le pratiche burocratiche, sia nel caso si voglia celebrare una promessa d’amore in Italia, aiutando la coppia nella stesura di un “contratto di convivenza”.