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È mai possibile che la scelta di un colore espressa dal figlioletto metta in crisi una madre a tal punto da vederlo irrimediabilmente destinato a futura gayezza? Succede nella commedia Palloncini, scritta da Gabriele Scotti e Gianna Coletti e diretta dallo stesso autore, già sceneggiatore del film Tra cinque minuti  in scena e regista di Le poveracce. Germana è la mamma angosciata di Carlino che frequenta le elementari e va pazzo per le Winx, i fiori e i macarons: si avvicina il suo compleanno e in vista della festa in suo onore non esita a indicare il rosa per i globi che adorneranno la casa e che qualche amichetto farà poi scoppiare.

Questa ultima preferenza conferma Germana nei suoi atroci dubbi e la getta nello sconforto. Quale sorte toccherà al pargolo se quasi ogni giorno la cronaca riporta episodi di omofobia o feroce bullismo, e che dire degli adolescenti che si tolgono la vita non riuscendo più a sopportare l’ostracismo e l’emarginazione a scuola se non addirittura anche in famiglia? A contenere le sue ansie ci prova Mirella, mamma di Jacopino, compagno di Carlo. La televisione e in particolare i programmi di Maria De Filippi sono le sue principali fonti d’informazione: si può dunque ben intuire quale immagine lei abbia del mondo gay. Si proclama aperta e tollerante, in realtà è gretta, ipocrita e superficiale, tuttavia si arroga il compito di rassicurare Germana che l’omosessualità di un figlio non è poi una tragedia. La sua vera natura affiora quando i due ragazzini fanno baruffa e Carlo verrà apostrofato come “finocchio” da Jacopino. “Volevo fare qualcosa di diverso rispetto alle pièces che, prendendo spunto dalla realtà, mettono al centro della scena i giovanissimi vittime di bulli e omofobi” ci dice Gabriele Scotti “e così mi sono focalizzato sulle figure materne, partendo da una ricerca fatta su Google in cui ho scoperto la confusione, i pregiudizi e l’ignoranza che ancora allignano in materia di sessualità tra persone adulte e mediamente istruite, mantenendo il mio registro favorito che è quello ironico.” Protagonista di Palloncini è Beatrice Schriros, in scena allo Spazio Tertulliano di Milano dal 21 al 25 marzo.

Pino/Pina è in attesa di posare per un ritratto che la immortali finalmente, dopo tutta una vita, con indosso un abito femminile. In quei lunghi momenti affiorano nella memoria episodi della sua esistenza, storie rimosse, segreti ben nascosti con cui ora dovrà fare i conti. Ispirato al romanzo Minchia di re di Giacomo Pilati, Viola di mare (di cui si ricorda l’omonimo film diretto da Donatella Maiorca) approda in palcoscenico con la scrittura di Isabella Carloni che ne è anche interprete. Al teatro Elicantropo di Napoli dal 19 al 22/3.