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Una nuova amica, l’ultimo film di François Ozon, è tratto liberamente da un racconto della scrittrice inglese Ruth Rendell.

La vicenda è particolare: Claire (Anaïs Demoustier) rimane molto scossa dalla morte di Laura, la sua migliore amica, giovane e bella. Così come promessole in punto di morte, inizia dunque a fare compagnia al marito David (Romain Duris) e alla loro figlioletta. Ben presto Claire e David trovano molte affinità che li accomunano e quindi in loro torna la voglia di vivere. Nello stesso tempo, lei scopre però che David in privato ama travestirsi da donna, diventando Virginia, anche per riempire il vuoto materno della bambina; all’inizio, Claire lo giudica un pervertito ma poi arriva ad accettarlo totalmente. Anzi, il desiderio erotico di David/Virginia accende anche il suo, facendole scoprire una femminilità in lei da sempre un po’ repressa. Così piano piano i due si innamorano senza avere il coraggio di dirlo, bloccati come sono dalle limitazioni sociali, ma alla fine il loro sentimento prevale.

La storia, costruita attraverso molti salti narrativi e piena di colpi di scena, contrappone momenti allegri ad altri drammatici e ha una forte suspense, frutto di una tensione emotiva regolarmente esaltata dal commento musicale. Il film cavalca più generi, come ultimamente piace al regista francese: dal thriller hitchcockiano al mélo, strizzando l’occhio al cinema di Douglas Sirk e di Pedro Almodóvar (a cominciare dalla locandina rossa che ricorda il regista spagnolo, splendida come l’elegante trailer), ma è sostanzialmente una fiaba, con evidenti riferimenti alla Bella Addormentata, in particolare nel finale.

Ozon esplora dunque un campo a lui congeniale: le differenze e i pregiudizi, ma soprattutto la fluidità e l’ambiguità dell’identità sessuale, la forza del desiderio, le pulsioni inaspettate, il bisogno della libertà. Sottolineando inoltre come l’atto del travestirsi sia legato a una profonda ricerca interiore, che coinvolge la psiche e il corpo.
Le scene gay sono purtroppo confinate in un mondo di sogno, come quella in cui Claire immagina un rapporto fisico fra il marito e David in una doccia dello spogliatoio, e quindi non sfruttate appieno, così come il triangolo venutosi a creare assieme a Gilles. Bella, in compenso, è la scena della discoteca gay, in cui la coppia anomala di Virginia e Claire è finalmente accettata senza problemi da tutti, in cui una drag queen (Bruno Pepard) canta in lip-synch la frizzante Une femme avec toi.