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Dopo Le lacrime amare di Petra von Kant e Querelle, il regista Antonio Latella ritorna a Fassbinder non scegliendo un altro suo testo o sceneggiatura specifica ma ispirandosi liberamente alla poetica del poliedrico e geniale artista bavarese. Con Ti regalo la mia morte, Veronika, supportato dalla drammaturgia di Federico Bellini, si rifà all’opera cinematografica che Fassbinder ha dedicato alla rappresentazione e all’analisi della donna, partendo dalla rievocazione della vicenda di Veronika Voss, attrice sul viale del tramonto, schiava della morfina e succube di una dottoressa che le procura la droga. Latella entra nella sua mente dove i ricordi evocati diventano apparizioni in bianco e nero, un viaggio in cui Veronika (Monica Piseddu) e le altre eroine del cinema fassbinderiano regalano il proprio sacrificio al loro ideatore. Al teatro Storchi di Modena dal 7 al 10 maggio.

Mette al centro il rapporto tra due donne in un’intima e delicata riflessione sul tema dell’amore e dell’amicizia lo spettacolo di danza contemporanea La vertigine della compagnia Francesca Selva che prende spunto da autentiche testimonianze di amori senza diritti. In occasione della giornata internazionale contro l’omo, bi e transfobia al teatro Alfieri di Castelnuovo Berardenga (SI) il 17/5.

Il compositore Benjamin Britten (1913-1976) l’abbiamo da poco rivisto come personaggio nella pièce Il vizio dell’arte di Alan Bennett: in età matura e da anni legato nel lavoro e nella vita al tenore Peter Pears, nel ‘72 si reca a Oxford a far visita all’ex amico e poeta Wystan Hugh Aden che alle relazioni preferisce la compagnia prezzolata di giovani marchettari. In quel periodo Britten ha quasi ultimato Morte a Venezia, il suo ultimo lavoro. Quasi vent’anni prima alla Fenice di Venezia aveva invece debuttato Il giro di vite con Pears diretto dal maestro. Nata come racconto lungo di Henry James sul quale si è basato il libretto di Myfanwy Piper, l’opera racconta la vicenda di una governante che va a occuparsi di due bambini orfani, Miles e Flora, affidati alle cure di un’anziana cameriera e alla tutela a distanza di un ricco zio. In quell’atmosfera sinistra dove la realtà appare deformata è impossibile capire se i vivi siano più reali dei fantasmi o se i morti si accaniscano nel voler sentirsi vivi. Lo spettatore è chiamato ad avvitarsi sul mistero del male e sull’innocenza perduta. Che cosa ha fatto a scuola il piccolo Miles di tanto grave da meritare un’espulsione? Cosa c’era tra lui e l’ex maggiordomo Peter Quint?

Benedetto Sicca firma una regia che si avvale anche di immagini stereoscopiche e ombre, sul podio dirige Jonathan Webb. In cartellone del Maggio Musicale Fiorentino al teatro Goldoni dal 22/5 al 7/6.