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Lo smemorato di Collegno è un film genere commedia del 1962, dove un magistrale Totò perde misteriosamente la memoria a causa di un’amnesia. Come per magia, recentemente va in onda una medesima pièce teatrale con protagonista il movimento LGBT italiano.

I fatti: a maggio una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea è pubblicata in Italia da Enzo Cucco sulla lista di discussione Movimento Queer, ambito nel quale dibatte l’associazionismo lgbt.

Tema: “L’esclusione permanente dalla donazione di sangue per gli uomini che abbiano avuto rapporti sessuali con una persona dello stesso sesso può, alla luce della situazione esistente in Francia, essere giustificata”.

Il testo, un distillato di disinformazione scientifica, commenta come tra gli uomini l’incidenza del contagio da HIV sia più alta che per le donne, e che all’interno del segmento gli uomini omosessuali hanno una incidenza maggiore degli uomini eterosessuali. E conclude che l’esclusione permanente dei gay dalla donazione di sangue può essere giustificata in quanto gay, e questo fa sobbalzare dalla sedia ogni militante di buon senso. Ci abbiamo messo decenni per spostare il focus della prevenzione dalle “categorie a rischio” ai “comportamenti a rischio”, e ora “alla luce della situazione esistente in Francia” piuttosto che nelle isole Fær Øer o alle Vanuatu, torniamo indietro e iniziamo di nuovo a rubricare i gay come una categoria a rischio?

Buon senso e civismo consiglierebbero semmai di utilizzare metodi come quelli contenuti nel protocollo italiano del 26 gennaio 2001 (Protocolli per l’accertamento della idoneità del donatore di sangue e di emocomponenti) che dispone di chiedere ai donatori con un questionario: “Ha mai avuto comportamenti sessuali a rischio di trasmissione di malattie infettive e/o in cambio di droga o denaro?” per stabilire eventualmente l’esclusione dalla donazione.

In passato notizie come questa avrebbero scatenato tutte le associazioni lgbt nazionali. Oggi, al contrario, viviamo nell’epoca di Facebook e dei selfie, e nulla di tutto questo accade in un movimento LGBT vago, raccogliticcio, disorganico e tutto intento a pensare ad altro.

Alla pubblicazione della notizia solo quattro risultano essere i commenti diffusi su questo argomento, e sono del segretario politico dell’Italia dei Valori Ignazio Messina che definisce la sentenza “discriminatoria”; poi di Franco Grillini tramite Gaynet che definisce la sentenza “ambigua”; di Vladimir Luxuria che dichiara che la sentenza è “un atto discriminatorio, basato su pregiudizio”; per ultimo di Enrico Oliari per Gaylib che afferma: “Con la sentenza che dà ragione alla Francia sul divieto per i gay di donare sangue, la Corte di giustizia europea raccomanda di non discriminare, ma di fatto sta discriminando”.

Finalmente qualcuno che difende la dignità delle persone gay, e le conquiste sociali e di civiltà. Risultano infatti lodevoli le prese di posizione di Franco Grillini e Vladimir Luxuria. Enrico Oliari di Gaylib è poi persona particolarmente sensibile all’argomento per formazione professionale, e anche per il fatto che nel 2001 nella commissione diritti e libertà che ha contribuito a stendere il protocollo di idoneità di cui si parlava sopra, c’era anche lui!

Ma gli altri? Le associazioni strutturate? Arcigay per esempio? Della notizia sul sito dell’associazione era impossibile trovarne traccia ma si dava spazio al comunicato intitolato “Tacchi alti contro i pregiudizi, il brand Coriamenta sostiene Arcigay” e a un convegno a Napoli su sport e omofobia. Evviva!

E Il circolo Mario Mieli di Roma? Neanche un accenno sul sito, però non si risparmia nel portare solidarietà al Gay Center allagato, chiede la devoluzione del 5 per mille e ovviamente chiede di sostenere il Roma pride il prossimo 13 giugno.

I moti di Stonewall non iniziarono il 27 giugno? Iconoclasti. Giova infatti ricordare a memoria dei più giovani, di coloro che non hanno accesso a Wikipedia, o che non hanno visto Milk al cinema che questo episodio del 1969 è universalmente riconosciuto come il primo evento che ha portato alla nascita del movimento LGBT contemporaneo nel mondo. Comprendiamo festicciole, bivacchi, caravanserragli e capricci degli organizzatori… ma la nostra storia andrebbe rispettata.

E Certi Diritti (www.certidiritti.org)? E le associazioni di e per le persone sieropositive come Plus! (www.plus-onlus.it) e NPS il network di persone sieropositive (www.npsitalia.net)? Potremmo andare a cercare anche sui loro siti, ma sappiamo già che questa notizia non compare. Delle due l’una: o hanno altro cui pensare, o soffrono dell’amnesia da lotta dello Smemorato di Collegno.

Quale sia la risposta giusta, sinceramente io non lo so. In ogni caso era l’ultima riga a mia disposizione.