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L’editoriale di Pride di dicembre rivolgeva divese domande sul sostegno di Arcigay al progetto di legge sulle unioni civili Cirinnà al neo segretario nazionale dell’associazione Gabriele Piazzoni. Tra queste, per esempio:
Come possiamo sostenere una proposta di legge riservata solo alle coppie omosessuali?
Come possiamo sostenere una proposta di legge riservata solo alle coppie omosessuali, dopo che per vent’anni abbiamo sostenuto i PACS aperti a tutte le coppie, etero e omosessuali?
Come possiamo sostenere una proposta di legge che nega che due persone dello stesso sesso e i loro eventuali figli siano considerati e riconosciuti come una famiglia?
Come possiamo sostenere una proposta di legge sulle unioni civili dopo che da quasi dieci anni abbiamo inserito tra gli obiettivi prioritari del movimento LGBT italiano il matrimonio egualitario?
Ecco la risposta di Arcigay:
“Arcigay ha terminato il 15° Congresso Nazionale con una visione estremamente chiara su dove vuole andare e su quali priorità concentrare la propria azione. La legge per l’uguaglianza delle nostre coppie, il contrasto all’omofobia e alla transfobia, la difesa della scuola libera e laica e il benessere delle persone LGBTI. Per raggiungere questi obiettivi vogliamo lanciare la grande sfida della partecipazione e della mobilitazione dei cittadini, perché più diritti per le persone LGBTI vuol dire più uguaglianza per tutte e tutti.
Nell’immediato l’agenda politica ci impone il tema delle unioni civili: il Parlamento sarà presto impegnato nella discussione e votazione della legge che dopo essere stata incardinata in aula al Senato, continuerà il proprio iter legislativo. Questa legge non è la legge di Arcigay ma è una legge che interviene sulle vite dei gay e delle lesbiche di questo Paese, persone che Arcigay vuole tutelare. È pertanto nostro compito seguire con attenzione il percorso di questo testo che interviene sui nostri diritti e che può contribuire a far fare un passo avanti all’Italia nella direzione della piena cittadinanza delle persone LGBTI. Saremo quindi impegnati a monitorare l’andamento dell’iter parlamentare della legge al fine di esercitare l’opportuna pressione sul Parlamento affinché si colgano le occasioni di miglioramento dell’attuale testo e non ci siano inaccettabili arretramenti. È un testo, lo vediamo, che va protetto dagli assalti degli estremisti, affinché non diventi un boomerang: perciò occorre non arretrare di un millimetro.
La nostra battaglia però è e resta la piena uguaglianza: per questo lanceremo una mobilitazione nazionale per chiedere il matrimonio per tutti e tutte, un traguardo che deve rimanere fisso nella traiettoria del nostro percorso. Una volta portata a casa la legge sulle unioni civili il Parlamento dovrà mettere in campo l’iter per la piena uguaglianza, cioè il matrimonio.
L’altra urgenza è il contrasto all’omofobia e alla transfobia: nostro compito è tutelare ogni singola persona LGBTI che venga discriminata o esclusa. Oggi ci indigniamo di fronte alle offese razziste e giustamente le combattiamo. Bisogna arrivare a fare lo stesso se l’odio è a causa dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere. Omofobia e transfobia vanno combattute in ogni luogo a partire dalle scuole fino ai luoghi di lavoro, gli uffici, le fabbriche e la società. Su questo tema sembra che i riflettori si siano spenti, eppure le segnalazioni che riceviamo da tutte le città d’Italia sono numerosissime e il dato più allarmante è che solo 1 persona su 20 che subisce un’aggressione ha il coraggio e la forza di denunciare. Rilanceremo con forza la nostra azione su questo frangente esigendo a tutti i livelli istituzionali, misure, azioni, servizi e provvedimenti concreti, costruiremo un’alleanza con i sindacati, con le associazioni dei datori di lavoro e con le istituzioni perché siamo convinti che una società che riconosce e rafforza i diritti di tutti e tutte, anche delle persone LGBTI, è una società più dinamica e forte, una società migliore.
In questo periodo storico non dobbiamo sottovalutare la mistificazione dell’Ideologia gender, un fantasma agitato dai movimenti ultraconservatori per fare leva sulla paura dei genitori. Una strategia creata ad arte per spaventare l’opinione pubblica di fronte al riconoscimento dei diritti per tutti e tutte e per bloccare i programmi educativi di contrasto al bullismo omotransfobico nelle scuole.
Arcigay si adopererà per coinvolgere il mondo politico e associativo, e il mondo cattolico che non si riconosce in queste posizioni estremiste. Attaccare la scuola e il proprio dovere di educare al rispetto delle differenze vuol dire mettere in mora il futuro di tante ragazze e ragazzi e il futuro stesso del nostro Paese.
Altro nostro campo d’azione nel quale proseguiremo e rafforzeremo il nostro impegno è il benessere a 360° delle persone LGBTI, nell’azione di cura e di assistenza verso le persone che si rivolgono ai nostri comitati e con un deciso rilancio sul contrasto alle malattie sessualmente trasmissibili, specialmente HIV. Su questo in tutto il mese di dicembre i nostri comitati sono stati impegnati in un progetto mirante alla sensibilizzazione sulla necessità di fare il test HIV, attraverso l’allestimento diretto presso i luoghi di ritrovo della comunità LGBTI, di punti in cui fare il test sotto la supervisione del personale sanitario, in modo rapido e sicuro.
La riduzione del numero di persone sieropositive inconsapevoli è il primo passo per il controllo della diffusione della malattia, unito al contrasto dello stigma discriminatorio dal quale sono colpite le persone sieropositive.”