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Li avevamo lasciati alle prese con la Dixie Mafia e una killer spietata, poi a riaprire un caso chiuso con un diavolo rosso che firma i suoi luoghi del delitto con un inquietante marchio. Ora Hap Collins e Leonard Pine, la coppia di pseudo-investigatori più improbabile ma meglio assortita della storia del noir, ritorna nel bel Honky Tonk Samurai (Einaudi, 19,50 €) di J. R. Lansdale. Uscito in concomitanza con la trasmissione della serie televisiva Hap & Leonard su Sundance TV, l’Italia ha la fortuna di vederlo pubblicato in anteprima mondiale, vista la nutritissima schiera di lettori che il duo attira.
Per chi ancora non li conoscesse: Hap è un uomo bianco in costante crisi di mezza età e affascinato dalle femmine sudiste, Leonard è un reduce del Vietnam nero, gay e pure repubblicano. In questa nuova avventura si ha l’impressione che l’autore abbia scritto con l’intenzione di tirare le somme di venticinque anni di esistenza dei suoi due personaggi più celebri: non siamo ai livelli di Una stagione selvaggia o di Mucho Mojo, ma i dialoghi mordaci, il cinismo strisciante e le idiosincrasie sono ancora tutte lì.
Il buon Dan Savage, creatore insieme al marito Terry Miller del progetto It Gets Better, a seguito del suicidio di alcuni ragazzi causato da episodi di bullismo omofobo, ha scritto una sorta di catechismo alla rovescia: si tratta di American Savage. L’amore rende liberi (Baldini&Castoldi, 18€), e mette in discussione uno per uno i luoghi comuni sull’omosessualità e sulla morale, con particolare riferimento alla realtà statunitense.
Savage è un caso raro e provvidenziale nell’attivismo gay contemporaneo: innanzitutto procede per semplificazione anziché per complicazione-degli-affari-semplici, e lo fa con più ironia e meno schiuma alla bocca rispetto alla media. E anche con una buona dose di provocazione gratuita e sana volgarità, alla faccia delle (in genere) giovani leve del movimento che sanitizzano tutto con asterischi.
A un senatore del Tea Party che si era prodotto in un pippone pindarico su come due uomini non possano procreare per questo e quel motivo, Savage in diretta televisiva e in (quasi) prima serata rispose che “be’, io continuerò a inseminare mio marito e, incrociando le dita, se il suo dio vuole…”: come non amarlo.
Per chi padroneggia l’Inglese ci sono infine due testi che dovrebbero entrare a far parte della sezione un po’ cialtrona delle nostre librerie: Simply Nigella (Chatto & Windus, 26 £), nuova fatica culinaria di Nigella Lawson, e The Diva Rules (Chronicle Books, 15.99 £) di Michelle Visage, burinissima spalla di RuPaul e drag queen ad honorem, per quanto sia una donna biologica.