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Le sfide non la spaventano: dopo anni trascorsi dividendosi tra cinema e televisione, Claudia Gerini è a teatro con un one woman show in cui recita, canta e balla in un’eclettica performance dove cenni autobiografici, personaggi di fantasia e rivisitazioni di icone dello spettacolo di epoche diverse si amalgamano in perfetta armonia. Storie di Claudia, scritto da lei con Giampiero Solari, anche regista, Paola Galassi e Michela Andreozzi, al Nuovo di Milano dal 4 al 14 febbraio e al Diana di Napoli dal 24/2 al 6 marzo, la riporta in palcoscenico dopo una lunga assenza.
Fu proprio recitando in Angelo e Beatrice di Francesco Apolloni che a metà degli anni Novanta la notò Carlo Verdone e la volle come partner in Viaggi di nozze e Sono pazzo di Iris Blond. Poi solo un ritorno sulla scena con Closer di Patrick Marber ma in compenso tanti altri film tra i quali due a tematica lgbt, La vespa e la regina di Antonello Di Leo e Diverso da chi? di Umberto Carteni, oltre alle fiction e qualche incursione in ambito musicale. La raggiungiamo a Roma prima dello spettacolo.
Come si può sintetizzare il suo show?
Inizia con me ancora ragazzina che nel mio condominio faccio conoscenza con una vicina: la signorina Maria, quasi centenaria, che nella sua casa ha le pareti tappezzate di fotografie di tante celebri attrici e cantanti (forse nel passato lo è stata anche lei) di cui mi descrive vita e successi. Le sue parole tanto appassionate hanno su di me l’effetto di un’educazione sentimentale all’arte, quei racconti di esperienze vissute suscitano una magia che mi farà presto avvicinare a quel mondo affascinante. Se questo episodio fa parte della mia vita reale, il resto è un percorso non lineare né cronologico che mi porta a far rivivere Marlene Dietrich e il cabaret tedesco, Carmen Miranda con i suoi turbanti, ma c’è anche un omaggio a Monica Vitti in Polvere di stelle e al varietà che il film rievoca, un altro a Hollywood e i suoi miti. È uno show fatto con leggerezza e poesia per divertire, usando anche tecniche proprie del cinema come la dissolvenza.
Che ricordi ha del personaggio di Ginevra in La vespa e la regina e Adele in Diverso da chi?
Di Ginevra uno allegro: il film era una coproduzione spagnola e facevamo un bel gioco di squadra. Lei, leader lesbica del gruppo rock Fucking Sisters, fa la dura ma ha il cuore tenero e di Adele ricordo la granitica fede nella famiglia, quel suo essere bacchettona e democristiana. Non ho avuto alcun problema a calarmi nei panni di Ginevra: un’amica di famiglia che chiamavo zia conviveva con un’altra donna, i miei genitori andavano a ballare all’Alibi e a casa non mancavano certo gli amici gay.
Lei è stata la madrina delL’Europride di Roma nel 2011…
Quante emozioni! L’essere davanti a quasi un milione di persone a presentare Lady Gaga chi se lo può dimenticare? C’era grande coesione, una bella atmosfera, la voglia di stare insieme, tanta musica e lo sfavillio delle drag queen.
L’auspicata legge sulle unioni civili si sta trasformando in un’ennesima farsa: cosa ne pensa?
Che siamo antichi e sempre indietro rispetto agli altri paesi. Per quali ragioni i single e i gay non possono adottare? Da mamma penso a quei bambini abbandonati negli stanzoni degli istituti senza nessuno che li guardi. Non dico che chiunque possa adottare: concentriamoci su dei parametri rigidi e mettiamo dei paletti ma sblocchiamo la situazione. L’assunto fondamentale è l’amore, il rispetto e l’accoglienza che possono garantire anche due donne o due uomini: lo Stato non dovrebbe fare opposizione e lo stesso vale per il matrimonio.
Da parte della società nota passi in avanti rispetto alla condizione delle persone lgbt?
L’associo a quella delle donne: il genere maschile è in crisi e gli uomini si sentono minacciati. Spesso la donna è vista come una dea che si adora o si uccide. Quello che è successo a Colonia ci dimostra che viviamo ancora in un mondo maschilista e anche gli omosessuali ne fanno le spese. Credo però che, nonostante le discriminazioni, la loro condizione sia meno drammatica della nostra.
Finita la tournée con Storie di Claudia cosa l’aspetta?
A fine aprile esce Nemiche per la pelle, una commedia agrodolce diretta da Luca Lucini che ho girato insieme a Margherita Buy. È stato un bel sodalizio: siamo assai diverse ma ci siamo amate.