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Carlo Tessari, agricoltore di giorno, la notte indossa tacchi e parrucca e si trasforma in Madame SìSì. Art director e padrona di casa dell’Art Club di Desenzano, uno dei locali più famosi del nord Italia, punto di ritrovo di clubbers giovani e meno giovani che amano gli ambienti eccentrici e originali. “Madame SìSì” tutta grinta, simpatia e creatività è un marchio di garanzia del mondo della notte. E sono notti di libertà e rispetto: ogni ospite di Madame SìSì è sovrano su ciò che indossa e su quello che crede. È questo il segreto dell’Art Club che ha fatto incontrare, ballare e sognare migliaia e migliaia di giovani.
Con il ricchissimo libro fotografico Di giorno dormo è arrivata alla consacrazione: gli scatti sono fatti a New York, Hong Kong, Los Angeles da Marilena Mura e dall’americano Greg Gorman. Siamo andati a incontrarla, alla vigilia dei trent’anni sui tacchi.
Ci racconta come è nata Madame Sìsì, quando ha iniziato a truccarsi, vestirsi da donna, fino ad arrivare alla creazione del personaggio?
Son passati tanti anni, a sedici anni frequentavo un gruppo di drag divertentissime: le Belle di Notte. Erano tutte molto avanti di età, ma super fantastiche. Poi nel 1987, quando ne avevo ventisei, ho aperto il mio primo grande amore, il SìSì Club a Paderno Franciacorta. Nel 1995 è stata la volta dell’Art Club di Desenzano del Garda. Davvero una bella carriera di tacchi e trucchi: il prossimo 1o giugno festeggio 29 anni di SìSì!
Come è nato il nome di Madame SìSì? 
Devo il mio bel nome al simpatico Andrea Occhipinti. Quando al SìSì Club è stato presentato il film Priscilla la regina del deserto, lui rimase affascinato dal mio continuo ripetere “sì sì” a tutti e mi disse: “Madame Carlotta – all’epoca mi facevo chiamare così – il tuo vero nome è Madame del Sì”, che poi è diventato Madame SìSì. Bellissimi ricordi.
Dopo tanti anni non è stanco di lavorare la notte e animare i locali? Pensa mai di attaccare la parrucca al chiodo?
Mai! La parrucca è la luce della mia vita. Amo la notte perché mi regala la forza del giorno.
Lei, oltre a gestire l’Art Club, ha anche un’attività diurna, ce ne vuole parlare? Per quanto riguarda il suo locale, la crisi si è fatta sentire nel mondo della notte?
Di giorno faccio la contadina, ho una piccola azienda agricola viticola tra le colline del Soave.
La crisi è di tutti, è un momento difficile e il giardino dell’Art è un buon motivo per superare tra amici le tante difficoltà di oggi.
Ci parli, bene o male lo decida lei, delle sue colleghe drag italiane più famose.
Le drag son sempre un buon minestrone per tutti. La bellezza è la grande varietà di nomi e modi. Tutte fan bene alla salute di chi guarda. Io mando un “baciuo” colorato a tutte, anche alle “bimbe” che con il percorso drag son diventate mignotte!
Cosa pensa della situazione italiana dal punto di vista dei diritti gay, crede che questa legge adesso in discussione, andrà in porto?
I diritti si conquistano con il tempo e tanta verità. L’Italia viaggia sempre a marcia ridotta ma il chiedere non tutto subito ci aiuterà.
Cosa possono fare gli imprenditori come lei per contrastare l’omofobia in Italia?
Io son il giusto esempio. L’Art è il mondo di tutti. La musica è una perfetta amica e se qualcuno esagera son ancora brava a dar sberle.
Ha mai vissuto sulla sua pelle, in prima persona, episodi di omofobia e discriminazione?
Mai ricevuto cose cattive, credo che il modo giusto e corretto di porsi fa la differenza anche con chi esagera e si sente il re delle fighe!
In passato, drag queen era una forma di ribellione, oltre che di spettacolo. Cosa significa esserlo oggi? 
Le drag son state, sono e saranno il valore aggiunto dello spettacolo. Drag è un ballo continuo con il trucco, la mimica e i tanti colori che si vestono. Il pubblico risponde sempre.
Che consigli darebbe alle più giovani? 
Alle “bimbe” drag consiglio di copiare, non correre e impegnarsi davanti allo specchio per trovare il proprio stile.
In molti dicono che il fenomeno drag è sempre più lontano dall’ambiente gay, sono invece gli etero a essere sempre più affascinati da questa forma di spettacolo. Cosa ne pensa lei?
Balle! Siamo pronte per tutti. Il 2016 non è più il 1977, ma lo spettacolo ha vinto!
Quanto Madame SìSì è stata invadente nella sua vita privata? Le ha più dato o tolto qualcosa?
Madame SìSì è il mio miglior vestito. È il vestito della festa!