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C’è voluto poco per far scoprire agli spettatori della TV generalista che il più esuberante tra i due protagonisti maschili del dating show Undressed, andato in onda lo scorso marzo su Discovery Italia, altri non era che Sandro Busolo: modello, attore di teatro, ballerino e cantante che da qualche anno si è fatto conoscere anche dai pornomani di tutto il mondo come attore hard gay con il nome d’arte di Zander Craze.

Di ritorno dalla lavorazione di un film della newyorchese Lucas Entertainment, alla quale è legato in esclusiva fino all’inizio del 2017, l’euforico trentunenne dalla spiccata parlata veneta mi racconta i retroscena del suo lavoro e condivive anche altri progetti del suo prossimo futuro: “Mi piacerebbe collaborare con un nuovo sito che fa spettacoli hard in 3D: il fruitore indossa la mascherina e interagisce col performer: ti sembra di essere lì con lui! A settembre ho in produzione uno spettacolo teatrale, ma stiamo diventando pazzi per trovare fondi. Invece, la prossima estate sarò in tour come cantante insieme alla band di Jovanotti”.

Dei suoi inizi nel porno, avvenuti cinque anni fa, Busolo ricorda il primo contatto su PlanetRomeo con “un brasiliano pazzesco, fidanzato del regista e attore hard polacco Matthias Von Fistenberg”, titolare della Dark Alley Media. Quando quest’ultimo s’è trasferito a Venezia, Busolo è diventato il suo assistente, passando presto alla produzione e davanti alla macchina da presa. “Anche se nel frattempo facevo il ballerino, il modello e il cameriere, ero curioso di quel mondo: ho pensato fossero soldi facili e che fosse divertente, e avevo bisogno di lavorare”.
A fare l’escort e gli spettacoli dal vivo ha cominciato invece verso i 22 anni, esibendosi nei cruising bar e affiancando in seguito questo lavoro all’attività del porno, passando da Dark Alley Media a Ericvideos a Tim Tales. “I film hard sono stati sempre girati in Italia, io ho organizzato le location: tutto segreto, come ovvio…”. Nel nostro paese lo Stato proibisce infatti di ospitare platealmente produzioni pornografiche, salvo poi intascare i proventi della tassazione sui dvd. “La Lucas sembrava più adatta a me, per cui dopo aver mandato la candidatura ho fatto un provino via Skype e mi hanno preso. Dovevo solo diventare più muscoloso: dopo due anni di palestra seguito da un trainer di Vicenza (dove vive con la madre, due fratelli e una nonna centenaria, N.d.R.) ero pronto”.

Per Busolo l’ipocrita clandestinità delle produzioni italiane a luci rosse non è affatto un limite: “La cosa è irrilevante: siamo così vicini a tutto il resto d’Europa che possiamo benissimo stare qui: nella provincia italiana si sta bene. Non ho più l’ansia di scappare che avevo anni fa, e quando serve riparto a girare a Berlino o ad Atene, dove siamo stati di recente in location bellissime. Non mi pesa l’aspetto avventuroso dell’hard, quanto piuttosto il carico morale che gli danno le persone attorno a me, quando pensano debba essere per forza un’attività passeggera; è come dicessero ‘quando metti la testa a posto?’”. Del suo lavoro Busolo apprezza molto l’effetto terapeutico del sesso praticato “nel giardino sicuro del porno: sono rilassato, è quasi un esercizio di meditazione tra persone a cui vuoi bene. Per carattere tendo sempre a instaurare dei rapporti di amicizia dentro e fuori dal set, nei quali comunque si ride e si scherza; per me attori e registi sono un’altra famiglia”.

La specialità dell’etichetta per la quale lavora è il sesso bareback: per questo non posso non domandare a Zander Craze come affronta i rischi di questa eccitante quanto rischiosa pratica.

“Lucas ci lascia totale responsabilità, dobbiamo portare le analisi e mostrarle prima di girare e devono essere di un mese prima al massimo. Se non ce le hai, un attore può anche decidere di non fare una scena con te: dobbiamo conoscere il nostro stato sierologico e a chi possiamo essere abbinati per le scene”. Busolo non intende comunque nascondere la propria sieropositività; al contrario: la sua idea è quella di conquistare presto il famigerato “trono gay” della trasmissione di Maria De Filippi Uomini e donne, alla quale ha già mandato la propria candidatura, per sdoganare pure il tema presso il grande pubblico: “Io sto bene, seguo la terapia e gli esami sono a posto, ho l’hiv da quando avevo 22 anni. Perché in tv non c’è nessuno apertamente sieropositivo? Credo sia arrivato il momento di parlare di questo aspetto della vita delle persone, evitando toni apocalittici. È vero, dipendiamo da una pillola, come quelli che dipendono dalla vitamina C, dal caffè o dallo shopping compulsivo. Il sesso bareback non è un problema se hai l’HIV, basta che l’altra persona lo sappia. Non sono contrario al preservativo per non mettere a rischio la salute di chi è sano, ben venga; però chi non li usa non deve essere trattato come un assassino”. Cos’è cambiato nella vita di Zander Craze dopo Undressed?

“Non molto: continuo a vangare nell’orto di casa e ad assistere mia madre che tiene insieme tutti noi con fatica dopo l’aneurisma di papà; intanto faccio i miei viaggi e aspetto un fidanzato col quale magari condividere anche il lavoro. C’è qualcuno che vuole venire a prendermi?”.