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Il periodo dei pride è indubbiamente il momento di massima visibilità della nostra comunità e quest’anno lo sarà in modo particolare, data la recentissima adozione della legge sulle unioni civili, in cantiere da decenni. Infatti, come nota il presidente nazionale di Arcigay Flavio Romani, “l’approvazione delle unioni civili sarà ricordata come un primo passo nella giusta direzione, ma ciò non ci fa dimenticare che i bambini sono stati tagliati fuori dalla nuova legge, e che l’obiettivo continua a essere l’uguaglianza e quindi il matrimonio”. E oltre a questo “rimangono le altre rivendicazioni inascoltate, prime fra tutte le questioni riguardanti le persone trans e la mancanza di una legge contro l’omofobia”.
E questo, per l’orgoglio LGBT sarà un anno da record, con 20 appuntamenti in 12 Regioni diverse, cinque eventi in più dell’anno scorso e sette rispetto al 2014. Tanti i ritorni tra le città toccate dalle parate, ma ben sei prime assolute: Caserta, Firenze, Gallipoli, Rimini, Treviso e Varese. Anche quest’anno non ci sarà un “pride nazionale”, tutti i pride saranno organizzati dai comitati locali e coordinati sotto il nome di “Onda pride”.
Ad aprire le danze, un poco in anticipo rispetto al solito, è stato il mediterranean pride of Naples del 28 maggio, che si è svolto nelle periferie della città partenopea, tra i quartieri Fuorigrotta e Bagnoli, con attenzione anche ad altre periferie “dimenticate”.
Quindi l’11 giugno ci sarà uno dei pride più partecipati e longevi del nostro paese, quello di Roma, giunto alla ventiduesima edizione! Lo stesso giorno ci sarà il giovanissimo Pavia pride, che anche in questa sua seconda edizione avrà come tema centrale il coming out.
Il sabato successivo sarà quello più affollato della stagione, con ben sei parate, da Nord a Sud. Cominciando dal Nord ci saranno due “neonati” di questa stagione, i pride di Treviso e Varese. Quindi scendendo troveremo il secondo Liguria pride a Genova e il Toscana pride, che per la prima volta sfilerà per il centro storico di Firenze. Infine ci sarà il Palermo pride, dove il tema dei migranti sarà al centro della manifestazione, insieme al lavoro precario, con il gemellaggio con l’associazione londinese Lesbians and Gays Support the Miners (protagonista del film Pride del 2014, ormai cult). Da segnalare anche la manifestazione Diritti al Cuore che si terrà a Sassari, contro omofobia, razzismo e sessismo.
Poi dal 24 giugno cominceranno i tre giorni del Perugia pride village, a suon di esposizioni, dibattiti e proiezioni. Il 25 giugno sarà ancora una giornata piena, con quattro manifestazioni. Ci saranno il Milano pride, che di nuovo si concluderà con i discorsi tradotti simultaneamente in lingua dei segni e con un flash mob ancora top secret, e il Bologna pride, che sotto lo slogan “pride libera tutti” solleverà anche i temi dell’emergenza abitativa e del diritto alla casa. Poi il Campania pride farà tappa a Caserta portando coraggiosamente i temi della libertà e dell’eguaglianza nella terra dei fuochi e della camorra (emblematico è il patrocinio concesso dal Comune di Casal di Principe). Il Sardegna pride di Cagliari chiuderà poi la Queeresima, quaranta giorni di eventi focalizzati sulla lotta comune delle persone e dei gruppi marginalizzati per avere benessere e diritti.
Il mese di luglio è previsto, il giorno 2, il Catania pride, il cui filo conduttore sarà l’affermazione della memoria del movimento LGBT, e il Puglia pride che per la seconda volta farà tappa a Taranto. La settimana successiva invece il Nord avrà l’esclusiva con il Torino pride, che festeggerà il suo decennale con lo slogan “Il domani ci appartiene”.
Il 16 luglio ci sarà il terzo pride siciliano, quello di Siracusa, che si svolgerà anche via mare, con delle coloratissime barche. Quindi il 30 luglio ci sarà la prima edizione del summer pride di Rimini, una manifestazione di respiro internazionale, principalmente rivolta ai turisti, che si concluderà con una parata serale sul lungomare. Con lo stesso spirito chiuderà la stagione il Salento pride di Gallipoli il 19 agosto.
Tante le province e i comuni che hanno dato il patrocinio alle diverse manifestazioni, alcuni consolati e ambasciate (tra cui Stati Uniti e Canada) ma, al momento, solo tre regioni, Sicilia, Toscana e Umbria. “Le manifestazioni – dice Romani – saranno argomento politico ancora più significativo nelle città che andranno al voto per l’elezione del sindaco, come Torino, Bologna, Roma e Napoli”, oltre che Cagliari, Caserta, Rimini e Varese, dove “i candidati saranno costretti a prendere posizione e si giocheranno credibilità e consenso”. In conclusione “ci aspettano quindi settimane di lotta e di sorrisi, di passione e di presenza, perché ai pride è necessario esserci, e con noi ci saranno anche tantissimi eterosessuali, famiglie, bambini, al nostro fianco per far diventare l’Italia un paese migliore, per tutti”.