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Portiamo all’estremo il concetto di dominio. Attraversiamo lo sconfinato mondo sado-maso, passando per le più impensabili perversioni. Lasciamoci alle spalle il sesso così come siamo abituati a considerarlo. Eliminiamo del tutto la fisicità ed enfatizziamo ogni aspetto psicologico legato al senso di appartenenza a qualcuno. Sfioriamo il patologico, abbracciamo l’inconsueto e spingiamoci in cima alla repressione di un istinto sessuale. Più o meno lì, si trovano convintissimi schiavi dediti all’uso di cinture di castità, accuratamente posizionate da altrettanto implacabili master. Tutt’altro che desueta, la pratica affonda le sue radici nel Medioevo quando i nobili e diffidenti signori dell’alta società si servivano di rudimentali marchingegni per assicurarsi la fedeltà delle proprie donne.

Nell’ambito omosessuale, esistono siti specializzati, come il famoso Gaymasterandslave.com vero e proprio vadamecum per gli amanti del genere. Il blog non solo si propone come una collezione di articoli e video a tema (e per tema s’intende: dominazione, bondage, sadomaso, sottomissione e relative sottocategorie) ma anche come compendio del mondo BDSM, corredando le varie sezioni del sito con tabelle e regole, giusto per mettere chiarezza e non lasciare nessuno nel dubbio. Vuoi capire quanto la tua sottomissione sia estrema? Leggi le definizioni e scopri se sei bitch (livello base), fag, slave o addirittura object. Stessa scala anche per il ruolo opposto, dove si parte dal banalissimo top, passando per i più strutturati alpha, sir, master, fino al cattivissimo sadist.

Per comperare gli oggetti del (non) piacere, si viene indirizzati su Extremerestraints.com piattaforma fornitissima dove si trovano cinture di castità e relativi accessori, come targhette numerate per non confondere i lucchetti (dedicate ai master con esubero di schiavi in castità) e contenitori trasparenti a combinazione per custodire le chiavi. Le chastity cage possono essere fatte in PTR (materiale ottenuto mediante la lavorazione a freddo della plastica), silicone, pelle, acciaio o policarbonato. Cromate, dentate, appariscenti, minimali per essere indossate sotto i vestiti, oppure combinate con lucchetti e catene: per nulla grossolane e decisamente poco economiche, le cinture in vendita somigliano più a preziosi oggetti di design che a strumenti di tortura. I modelli più complessi superano i cinquecento euro, e uniscono alla “gabbia” anche dei plug anali (costosi, disponibili pure separatamente) che una volta inseriti si espandono e si bloccano tramite un lucchetto.

Nel caso di dubbi, sotto ogni prodotto compaiono quasi sempre svariate recensioni, il più delle volte entusiastiche.
Se a creare perplessità è la castità stessa, ecco venire in aiuto Master Temek, webmaster di Gaymasterandslave.com, con un elenco liberamente reinterpretabile delle dieci regole principali: la prima chiarisce che lo schiavo non è altro che un oggetto e il suo piacere non è contemplato (non può toccarsi l’uccello, nemmeno accavallando le gambe) e ovviamente le erezioni non sono permesse. Vietatissimi anche i peli pubici. Le direttive terminano con un minaccioso “Lo schiavo deve tempestivamente riferire qualsiasi violazione delle regole, che sarà severamente punita”.

I tempi di castità si stabiliscono a priori, ma il master può stabilire delle “prove” che se non superate potrebbero prolungare il periodo sottochiave; Temek ha pubblicato quelle che in passato ha assegnato ai suoi sottomessi, creando un interessante sondaggio per capire i gusti dei visitatori del sito. Senza grande sorpresa, la più votata è stata “indossare un butt plug per tutto il giorno”, seguita dall’altrettanto poco originale “rasare tutto il corpo”, arrivando poi al parimerito tra la più colorita “fare sesso orale con cinque uomini in ventiquattro ore e farsi firmare il corpo da ognuno di loro” e la quasi feticista “non indossare biancheria intima e calze per un giorno intero”.
Anche qui nessuno ha lesinato commenti, e tra chi sostiene di riuscire a fare pompini a più di venti uomini in ventiquattro ore e chi si professa invece come un novellino della chastity cage, ci si rende conto delle infinite sfumature della sessualità.
Nel rituale di questo amore sadomasochistico si contrappongono purezza e corruzione: definizioni dall’identità labile, ora più che mai. Nel gioco delle parti si confondono potenza e impotenza, e chi subisce, indossando la cintura di castità, accantona la propria autonomia intima ed erotica, cedendosi totalmente all’altro attraverso il filtro della pratica stessa.
Si delinea così l’identità relazionale di un legame necessariamente forte; un gioco estremo, all’antitesi della promiscuità. La fiducia diventa la condicio sine qua non per il piacere, gelosamente messo sotto chiave.