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Presentato all’edizione di Lucca Comics&Games dello scorso novembre, col suo approdo alla blasonata Bao Publishing il nuovo romanzo a fumetti di Flavia Biondi sancisce la piena maturità artistica dell’autrice bolognese d’adozione, classe 1988, e l’uscita nelle librerie di un gioiellino che si ferma a due passi dal capolavoro (che arriverà presto, viste le premesse). Come già successo nei precedenti Barba di perle e L’orgoglio di Leone, pubblicati con Renbooks, questo La generazione (144 pp. in b/n, 15 euro) approfondisce il tema del coming out e della difficoltà di essere gay nella profonda provincia italiana: il ventiduenne Matteo torna nel paesino natale della campagna toscana dopo aver lasciato il fidanzato a Milano, rifugiandosi a casa delle zie vedove e zitelle. L’incontro con un fascinoso infermiere e lo scontro con l’omofobia della zia più burbera gli faranno prendere in mano le sorti della propria esistenza, maturando una scelta inaspettata.
Come Santo e Thomas, i protagonisti dei suoi due precedenti lavori a tema gay, anche Matteo appare all’inizio della vicenda un po’ ottusamente preda dei propri limiti. Un espediente che permette a Biondi di approfondire la figura del giovane maschio viziato e di dar vita a spassosi siparietti che sono anche una bella riflessione sul tema delle famiglie: “Mi sentii in colpa per tutte le nuove generazioni, che dal passato pretendono senza mai dare”, come riflette Matteo in uno dei tanti momenti introspettivi di questo splendido fumetto, avvincente e commovente. La generazione sembra interpretare in chiave nostrana le tonnellate di manga sentimentali che Flavia e i suoi coetanei si sono bevuti in età adolescenziale, mentre il disegno sempre più accurato e personale occhieggia piuttosto ai maestri del fumetto americani.
“Non è detto che non si possa caratterizzare come gay un personaggio coprotagonista”, aveva dichiarato Luca Enoch in un’intervista che gli feci l’anno scorso, a proposito della nuova serie fantasy di Sergio Bonelli Editore che l’autore milanese, notoriamente affezionato ai personaggi rainbow, ha inventato e portato avanti ai testi insieme a Stefano Vietti a partire dal 2013. Il mistero è stato svelato a marzo, quando sul numero 34 di Dragonero (“Il ritorno di Zehfir”, disegni di Cristiano Cucina, 98 pp. in b/n, 3,30 euro) Enoch rivela che Myrva, sorella minore del protagonista Ian Aranill e membro della Gilda dei Tecnocrati, è lesbica, e che da giovani i due si contendevano le fidanzate. Un piacevole intermezzo rosa nella concitata storia di battaglia tra un pericoloso Elfo Oscuro e una torma di Nani guerrieri arrabbiati.